Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google
Sanihelp.it > Dieta > Articolo

Il lockdown? Ci ha lasciato tanti brufoli

di
Pubblicato il: 26-05-2020

Deborah Tognozzi, biologa, nutrizionista, specialista in Applicazioni biotecnologiche del Gruppo Sanitario USI spiega perché l'acne è fiorita sul viso di moltissime persone dopo la quarantena forzata


Il lockdown? Ci ha lasciato tanti brufoli © iStock

Sanihelp.it - Due mesi chiusi in casa, fra ansia, dubbi e preoccupazioni sul futuro.

Alzi la mano chi non è ricorso, a volte anche in maniera massiccia ai comfort food.

E i più giovani oggi, si ritrovano a fare i conti con un’acne fastidiosa.

«L'acne è un'infiammazione cronica dell'unità follicolo-pilo sebacea, più diffusa nell'adolescenza e nel sesso femminile, con lesioni che di solito si manifestano sul viso, sulle spalle, sul dorso e sul torace -spiega Debora Tognozzi del gruppo Sanitario USI. – Le cause possono essere infiammatorie, ormonali, psicosomatiche e infettive ma anche l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale sulla comparsa della malattia».

«Un eccesso di carboidrati e cibi con alto indice glicemico come pane e patate, latte e latticini, acidi grassi saturi e trans, e lo sbilanciamento di Omega6 e Omega3 sono fattori predisponenti e peggiorativi dell'acne, correlati alla resistenza insulinica e all'iperandrogenismo. Se si eccede con il consumo di latte e prodotti caseari la comparsa di brufoli sembra correlata alla leucina, un amminoacido presente in questi alimenti, capace di stimolare un complesso enzimatico (mTORC1) in grado di interagire con gli stimoli alla base dell'acne. Inoltre, l'acne si associa spesso a disturbi digestivi e a problemi intestinali, soprattutto alla disbiosi intestinale (alterazione del microbiota intestinale), su cui incide anche il nostro stato emozionale» chiarisce ancora la dottoressa.

Secondo la Nutrizionista, in definitiva l’acne si combatte anche a tavola: «Ridurre il consumo di latte, prodotti caseari e latticini, diminuire i grassi di origine animale, il consumo di grassi saturi e trans. Sostituire il latte vaccino con latte di cocco non zuccherato, latte di mandorla o latte di riso, possibilmente integrale. Consumare alimenti a basso-medio indice glicemico. Consiglio anche di mangiare alimenti ricchi di Omega 3 come pesce, frutta secca; assumere alimenti prebiotici; utilizzare olio extravergine o quello di cocco; evitare gli alimenti light e preferire fonti di grassi buoni come avocado, frutta secca e pesce fresco. Andrebbero evitati i prodotti light e preferiti i metodi di cottura come il vapore, griglia o piastra o padella antiaderente, pentola a pressione, piuttosto che la frittura o bolliti di carne». 

I carboidrati, infine, non andrebbero aboliti o demonizzati, ma certo accanto ai cereali tradizionali bisognerebbe alternare cereali  che non contengono glutine naturalmente come per esempio riso, quinoa, grano saraceno, miglio . 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Gruppo Sanitario USI

© 2020 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?