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Abitudini alimentari durante il lockdown

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Pubblicato il: 03-06-2020

Arrivano i risultati del questionario OERSA (Osservatorio sulle Eccedenze, sui Recuperi e sugli Sprechi Alimentari) del CREA Alimenti e Nutrizione


Abitudini alimentari durante il lockdown © iStock

Sanihelp.it - Durante il lockdown sono stati moltissimi i questionari somministrati online per capire come cambiavano e se cambiavano i comportamenti e le percezioni degli italiani.

Il CREA  ha condotto un’indagine nazionale, mediante un  questionario appositamente messo a punto, con l’intento di documentare ed analizzare i mutamenti intercorsi nell’alimentazione quotidiana durante la quarantena.

A rispondere al questionario sono state circa 2900 persone, provenienti da tutte le regioni d’Italia.

Il 75% del campione è risultato costituito da donne e il 25% da maschi.

L’85%  dei rispondenti ha dichiarato di vivere in famiglia e, di questi, il 22 % di avere bambini con meno di 12 anni.

L’ 11% ha rivelato di vivere da solo.

La fascia di età più rappresentata è stata quella di 30-49 (38,6%) e 50-69 (36%) anni.

I giovani tra i 18 e i 29 anni hanno composto il campione per il 24%.  

Gli intervistati hanno evidenziato un elevato livello di istruzione: il 68%  è laureato e il 28,5% diplomato e hanno dichiarato una scarsa aderenza alla dieta mediterranea per il 60%.

Durante la quarantena, gli intervistati hanno dichiarato di aver aumentato il consumo di alimenti sani: verdura ( il 33%), frutta( il 29%), legumi ( il 26,5%), acqua (il 22%), olio extravergine d’oliva (il 21,5% ).

Parallelamente, però, ben il 44,5% ha ammesso di aver mangiato più dolci e il 16% di aver bevuto più vino.

Questo periodo è stato, inoltre, l’occasione per sperimentare nuovi cibi (40%) e nuove ricette (31%), migliorando le proprie abitudini alimentari (24%) e maturando abitudini ecosostenibili (fare la raccolta differenziata 86%, conservare e consumare alcuni alimenti acquistati in eccesso 83%, oppure mangiare tutto, inclusi gli avanzi 80%).

Il 44% degli intervistati, infine, è aumentato di peso a causa del maggiore apporto calorico, correlato ad una minore attività fisica, che ha riguardato il 53% del campione.

Dato che viene confermato dall’esigenza di mettersi a dieta, espressa in oltre il 37% dei casi.

A riflettere su questi dati è Laura Rossi, ricercatrice CREA Alimenti e Nutrizione e coordinatrice OERS che afferma: «Pur con i limiti di un questionario auto-riferito e con un campione opportunistico  si può osservare che le limitazioni imposte dalla quarantena non hanno avuto effetti totalmente negativi sull’alimentazione e sullo stile di vita del campione in esame. A fronte dell’aumento di comfort food (dolci), abbiamo però anche maggiori quantità di frutta, verdura e soprattutto legumi. Si tratta in realtà di dati che  sono in linea con quelli sulla spesa degli italiani nel primo trimestre del 2020. E che indicano che il tempo trascorso in cucina è stato orientato alla preparazione di piatti con ingredienti salutari. Tutto ciò ha favorito  momenti di convivialità e di condivisione del pasto e ha portato inevitabilmente, complice l’ assenza di attività fisica, ad un impatto sul percezione del peso».

«Più in generale  – conclude la Rossi – si conferma l'attenzione degli italiani ad una gestione attenta del cibo che va da evitare gli sprechi all’impegno nel fare la raccolta differenziata. L’approvvigionamento di cibo non sembra essere stato un problema e l'attitudine alla spesa si è rivolta anche verso alimenti nuovi, con un occhio fisso ai costi troppo alti. I bambini sono stati più coinvolti nelle attività della cucina, mentre per gli anziani si evidenzia una percezione di difficoltà nel fare la spesa». 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
CREA Alimenti e Nutrizione

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