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Sì al primo vaccino antinfluenzale quadrivalente adiuvato

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Pubblicato il: 09-06-2020


Sì al primo vaccino antinfluenzale quadrivalente adiuvato © iStock

Sanihelp.it - La Commissione europea ha approvato l’utilizzo in tutta l’Europa del primo vaccino antinfluenzale quadrivalente adiuvato. Si basa su una tecnologia ben consolidata, già utilizzata in un vaccino antinfluenzale trivalente adiuvato disponibile in diversi Paesi europei.

Nelle persone di età superiore ai 65 anni, il prodotto ha dimostrato una maggiore efficacia rispetto ai vaccini antinfluenzali trivalenti standard non adiuvati. È concepito per proteggere gli adulti di età pari o superiore a 65 anni contro quattro ceppi di influenza stagionale: due ceppi A e due ceppi B, rispetto a due ceppi A e un singolo ceppo B contenuti nel vaccino attuale.

Da oltre 20 anni in Italia il vaccino trivalente adiuvato viene utilizzato per la protezione della popolazione anziana, specialmente se a rischio. Nel Regno Unito è quello raccomandato nella fascia di età superiore ai 65 anni. Nella stagione influenzale 2018/2019, il Sistema Sanitario inglese ha effettuato uno studio che ha dimostrato come la sua efficacia nel prevenire l’influenza, confermata in laboratorio, sia stata del 62% (3,4%, 85,0%). Nelle precedenti stagioni, quando veniva somministrato solo il vaccino non adiuvato a tutti i gruppi di età, l’efficacia negli anziani era molto più bassa rispetto a quella della popolazione adulta.

L’aggiunta di un ulteriore ceppo B al nuovo vaccino può fornire una copertura aggiuntiva, in particolare nelle stagioni influenzali in cui i ceppi B sono più dominanti, come quella del 2017/18. In quella stagione, quasi la metà di tutti i decessi per influenza nelle unità di terapia intensiva che riportavano i propri dati all’European Centre for Disease Prevention and Control era imputabile a virus del ceppo B. 

Con l’età, le persone anziane sperimentano un declino naturale del proprio sistema immunitario e questo le rende più vulnerabili a contrarre l’influenza in forma grave. L’invecchiamento inoltre può anche ridurre la risposta immunitaria dell’organismo alla vaccinazione antinfluenzale. L’adiuvante presente nel nuovo vaccino è concepito per potenziare la risposta immunitaria negli anziani e contribuire a compensare gli effetti negativi dovuti all’età.

Le persone vaccinate hanno meno probabilità di contrarre l’influenza: questo contribuisce a operare una diagnosi differenziale e potenzialmente ad alleviare la pressione sui sistemi sanitari, già oberati dalla pandemia da Covid-19. La concessione dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio da parte della Commissione europea è il primo passo nel processo volto a renderlo disponibile per l’uso nella stagione influenzale 2021/22.



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