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E-cig: quanto le conoscono gli operatori sanitari?

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Pubblicato il: 09-06-2020


E-cig: quanto le conoscono gli operatori sanitari? © iStock

Sanihelp.it - I danni prodotti dal fumo di sigaretta sono innumerevoli e gravissimi: smettere di fumare è importantissimo per mantenere uno stato di salute adeguato.

Chi però deve abbandonare il vizio sa che è tutt’altro che semplice.

La buona volontà spesso non basta e molte persone richiedono un aiuto per smettere: le possibilità a disposizione sono molte e fra queste le e-cig potrebbero rappresentare un mezzo per provare a smettere.

Anche gli operatori sanitari, coloro che dovrebbero aiutare i pazienti nel percorso di divezzamento, però, spesso non conoscono adeguatamente i limiti e i punti di forza di questi dibattuti dispositivi.

Secondo uno studio trasversale condotto in 14 Nazioni europee, Italia compresa, la conoscenza del concetto di riduzione del rischio e delle e-cig/prodotti a tabacco riscaldato negli operatori sanitari è piuttosto limitata, e in alcuni casi si basa su errati convincimenti (ad es. sul ruolo della nicotina).

256 operatori sanitari europei (italiani (26,7%), spagnoli (16,9%) e portoghesi (16,5%)) hanno completato una survey online tra aprile e ottobre 2018.

Solo il 20,1% aveva ricevuto un training specifico sulla cessazione

Una delle questioni che impedisce di introdurre il principio della riduzione del rischio nei fumatori è la sopravvalutazione degli effetti dannosi della nicotina nell'uomo.

Anche se il ruolo della dipendenza da nicotina non va minimizzato, il rischio è che una sua sopravvalutazione possa portare paradossalmente ad una falsa sottovalutazione dei rischi per la salute legati al fumo.

Le prove scientifiche attualmente disponibili smentiscono che la nicotina sia cancerogena e confermano che il suo contributo alle malattie cardiovascolari sia inferiore a quello della combustione del fumo di tabacco.

E’ informazione oramai costante della letteratura scientifica internazionale che fumare prodotti digitali comporta una normalizzazione del parametro clinico del monossido di carbonio espirato (CO), parametro di analisi certo nelle linee guida ed universalmente accettato per monitorare i fumatori nei loro percorsi di cessazione.

Attualmente la lotta al tabagismo appare come cristallizzata in una offerta di cessazione che non produce sostanziali risultati nella mortalità e nel controllo del fenomeno.

L’invio ai Centri Anti-fumo è scarsissimo ( meno di 13 mila fumatori su un totale di circa 12 milioni) e c’è una  sottoutilizzazione dei prodotti farmacologici disponibili.

In questo quadro ignorare i vantaggi di una politica di riduzione del rischio nei fumatori appare incomprensibile.   

L’insieme di queste informazioni suggerisce una forte esigenza di tipo formativo della classe medica che abbracci tutto l’insieme della questione della lotta al tabagismo e non escluda una approfondita conoscenza del fumo digitale nell’ambito di una gestione della riduzione del rischio nel caso di fallimento della cessazione o di una non accettazione del consiglio di smettere.

La sigaretta produce dipendenza a causa del consumo di nicotina ma il danno è mediato in massima parte dalle sostanze legate alla combustione

Le ipotesi di riduzione del rischio con l’uso di fumo digitale non hanno lo scopo di debellare la dipendenza da nicotina ma semplicemente di ridurre i danni della combustione nei fumatori incalliti resistenti alla cessazione: un setting che necessita di essere definitivamente chiarito.

 La gestione dei profili di rischio é parte integrante dell’arsenale medico che non mira ad un risultato definitivo (spesso non raggiungibile) ma punta alla riduzione dei comportamenti che interferiscono con certe patologie: in caso di colesterolo alto è opportuno affiancare alle statine un percorso dietetico, così pure nel diabetico al trattamento ipoglicemizzante va associata una indicazione sul comportamento alimentare allo stesso modo di ciò che avviene nel soggetto con ipercolesterolemia che prima di essere avviato ad un trattamento con statine riceve rigorose indicazioni dietetiche. 

Nel percorso di disasueffazione dal fumo di sigaretta, quindi, le e-cig potrebbero rappresentare un utile ausilio se correttamente gestite: a insistere su questo punto uno studio recente condotto in Italia e pubblicato sulla rivista HSOA Journal of Community Medicine and Public Health Care dal titolo ‘Tobacco Harm Reduction: in Pursuit of Awareness and Training for Health Care Professionals’ (2020, 7: 065)



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
HSOA Journal of Community Medicine and Public Health Care

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