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Contare le calorie non basta

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Pubblicato il: 09-06-2020

Controllare anche con grande attenzione, le calorie che si introducono ogni giorno con la dieta non è un'azione sufficiente per garantire la sospirata perdita di peso


Contare le calorie non basta © iStock

Sanihelp.it - Controllare anche con grande accuratezza le calorie che si introducono ogni giorno cercando di non superare una certa soglia, non garantisce una perdita efficace di peso.

Per chi si trova nella condizione di dover perdere peso, ridurre l’introito calorico e fare attività fisica non garantisce che l’ago della bilancia scenda come si desidera.

Questo succede perché oltre alla conta calorica a fare la differenza è anche la qualità dei cibi che compongono la dieta di ogni giorno.  

Per fare un esempio pratico saltare un pasto per concedersi a quello successivo del cibo spazzatura anche se non incide sul peso nell’immediato, produce comunque un certo tipo di danno.

Proprio sul tipo di danno che può provocare alla lunga un atteggiamento come quello descritto è stato condotto uno studio in collaborazione da ricercatori dell’Università la Sapienza di Roma, l’università del Salento e l’Università di Camerino.

«Che il deficit energetico aiuti a eliminare le riserve accumulate e a farci perdere il peso in eccesso è il mantra di tutte le diete, soprattutto di quelle fai-da-te», sottolinea Anna Maria Giudetti, docente di Biochimica presso il Dipartimento UniSalento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali, «Ma non basta non superare un certo numero di calorie al giorno per garantirsi una condizione di salute e normopeso. Per esempio compensare un’abbuffata di cibo spazzatura saltando i pasti successivi, oppure restringere il consumo alimentar di questo tipo di cibo a poche ore nella giornata, in modo da ridurre l’apporto calorico totale, sono strategie molto comuni persino in quella fetta di popolazione più attenta al benessere psicofisico. Il nostro studio ha verificato che gli effetti metabolici di queste scelte sono sovrapponibili a quelli indotti da un consumo più esteso del cibo »non salutare»: tale tipo di alimentazione può causare aumento della glicemia, riduzione di colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono) e fegato grasso, tutte alterazioni in grado di compromettere lo stato di salute anche a lungo termine».

Ecco perché gli autori dello studio raccomandano di fare un’attenta valutazione non solo della quantità degli alimenti ingeriti, ma anche della loro qualità.

Per riuscire nell’intento di formulare e seguire un adeguato piano nutrizionale per la perdita di peso, infatti, è necessario considerare non solo il risultato macroscopico sul peso corporeo, ma anche i cambiamenti di parametri metabolici importanti per evitare lo sviluppo di disturbi a lungo termine.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Università del Salento

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