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Tumori: prevenzione e terapie

Tumore del rene: stile di vita sano aiuta

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Pubblicato il: 23-06-2020

Gli stili di vita rivestono importanza nella prevenzione di molte malattie


Tumore del rene: stile di vita sano aiuta © iStock

Sanihelp.it - I nuovi casi di tumore del rene in Italia sono diminuiti. 

In tre anni, è stato registrato un calo del 6%, anche se bisogna precisare che la diminuzione riguarda soltanto gli uomini, l’incidenza della neoplasia invece resta costante fra le donne. 

Purtroppo il numero di casi scoperti in fase già avanzata è alto, pari a circa il 30%. 

Inoltre la prevenzione primaria, che consiste in una dieta corretta, in un’attività fisica costante e nell’astinenza dal fumo, è poco seguita dalle persone, il che rende le cose più difficili. 
«È dimostrato che l’attività fisica praticata con costanza è in grado di ridurre fino al 22% il rischio di sviluppare la malattia – afferma Massimo Di Maio, Segretario AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore Oncologia dell’Ospedale Mauriziano, Università degli Studi di Torino - ma anche nei pazienti che hanno già ricevuto la diagnosi, il movimento può migliorare del 15% i risultati dei trattamenti, riducendo fatigue, ansia e depressione, con un impatto positivo sulla qualità di vita. Si tratta di risultati paragonabili a quelli di un farmaco efficace. Purtroppo, in Italia, ben il 34,5% dei cittadini è sedentario e, fra i pazienti con tumore del rene, questa percentuale cresce fino al 75%. Serve più impegno per far comprendere a tutti i grandi benefici del movimento». 
«I principali sintomi sono sangue nelle urine, dolore al fianco e presenza di una massa palpabile a livello addominale, spesso presenti solo in fase metastatica – spiega Cristina Masini, Dirigente Medico Struttura Complessa Oncologia AUSL Reggio Emilia - Circa il 60% delle diagnosi è casuale e avviene di solito tramite un’ecografia addominale eseguita per altri motivi, senza sintomi specifici. Una casualità che presenta conseguenze positive, perché in questo modo la malattia può essere individuata precocemente e curata con successo. Se riusciamo a intervenire durante le prime fasi della patologia, le guarigioni superano il 50%. Ma circa il 30% delle diagnosi avviene ancora in stadio avanzato. In questi casi, il tasso di sopravvivenza a 5 anni è del 12%, ma in graduale aumento grazie a terapie innovative». 


 



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