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La luce ultravioletta distrugge Covid-19

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Pubblicato il: 24-06-2020


La luce ultravioletta distrugge Covid-19 © iStock

Sanihelp.it - Secondo uno studio condotto in collaborazione dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Università degli Studi di Milano, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l’IRCCS Fondazione Don Gnocchi di Milano, i raggi ultravioletti hanno un elevato potere germicida nei confronti di SARS-COV-2.

Gli autori dello studio sono partiti dal presupposto che la luce UV-C ovvero a lunghezza d’onda corta, quella tipicamente prodotta da lampade a basso costo al Mercurio (usate ad esempio negli acquari per mantenere l’acqua igienizzata) ha un elevato potere germicida su batteri e virus, una proprietà dovuta alla sua capacità di rompere i legami molecolari di DNA e RNA che costituiscono questi microorganismi.

Diversi sistemi basati su luce UV-C sono già utilizzati per la disinfezione di ambienti e superfici in ospedali e luoghi pubblici. 

Per quanto spesso questa tecnologia venga richiamata pubblicamente a livello internazionale anche per la lotta alla diffusione della pandemia COVID19, una misura diretta della dose di raggi UV necessaria per rendere innocuo il virus, però, non era stata ancora effettuata e finora erano state considerate dosi con valori tra loro molto contraddittori, derivati da altri lavori scientifici riguardanti precedenti esperimenti su altri virus.

«Abbiamo illuminato con luce UV soluzioni a diverse concentrazioni di virus, dopo una calibrazione molto attenta effettuata con i colleghi di INAF e INT - dice Mara Biasin, Docente di Biologia Applicata dell’Università Statale di Milano - e abbiamo trovato che è sufficiente una dose molto piccola 3.7 mJ/cm2 , cioè equivalente a quella erogata per qualche secondo da una lampada UV-C posta a qualche centimetro dal bersaglio– per inattivare e inibire la riproduzione del virus di un fattore 1000, indipendentemente dalla sua concentrazione».

Andrea Bianco, Tecnologo INAF aggiunge: «Con dosi così piccole è possibile attuare un’efficace strategia di disinfezione contro il coronavirus. Questo dato sarà utile a imprenditori e operatori pubblici per sviluppare sistemi e attuare protocolli ad hoc utili a contrastare lo sviluppo della pandemia».



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Università di Milano

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