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Attivatori di abbronzatura: servono davvero?

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Pubblicato il: 09-07-2020


Attivatori di abbronzatura: servono davvero? © iStock

Sanihelp.it - Per quanto oggi siamo più coscienti di come proteggere la pelle dai raggi UV, le parole attivatore o intensificatore seducono ancora una buona parte dei consumatori, la maggior parte ancora reduce degli anni in cui la tintarella era d’obbligo. Ma a cosa servono davvero questi prodotti? 

«Le forme più comuni che trovi in farmacia sono gli attivatori di melanina in compresse - spiega il dermatologo milanese Antonino Di Pietro -  Questi prodotti promettono attivi specifici che intervengono nel processo di produzione della melanina. Tra i più comuni ci sono gli integratori solari con vitamina A, betacarotene o carotenoidi. Tra i più innovativi, trovi quelli a base di rame: questa sostanza, essendo cofattore della tirosinasi, l’enzima che partecipa alla sintesi della melanina e favorisce la pigmentazione della pelle.

Solitamente sono consigliati dei trattamenti con integratori solari almeno un mese prima dell’esposizione ai raggi UV prolungata. L’attivatore va scelto in base al fototipo di pelle e alla destinazione delle vacanze. Se si sta programmando un viaggio in un Paese esotico, cominciare un trattamento con degli integratori di melanina per favorire l’abbronzatura può essere una mossa saggia per preparare la pelle a essere più forte sotto i raggi UV. Lo stesso discorso è valido in caso di fototipo I o II, dove un attivatore di melanina può aiutare la pelle a essere meno sensibile e reattiva al sole.

Anche tra gli alimenti trovi degli alleati della tintarella. Le carote sono un ottimo attivatore di abbronzatura, così come i pomodori che svolgono anche un’azione antiossidante. La frutta dal colore arancione è un integratore solare naturale con cui puoi arricchire la tua tavola: via libera a pesche, albicocche, melone. Anche le verdure verdi come broccoli, spinaci, cavolfiori sono tue alleate: concediti dei centrifugati con un mix di queste tipologie di frutta e verdura.

Che differenza c’è tra un attivatore e autoabbronzante? Parliamo di cosmetici che agiscono solo a livello topico, sugli strati più superficiali della pelle. Gli autoabbronzanti contengono un ingrediente base chiamato DHA, una sostanza che quando entra in contatto con l’epidermide (in particolare con alcune proteine presenti sullo strato corneo) scurisce la pelle, simulando il fenomeno dell’abbronzatura. Si tratta di prodotti cosmetici che agiscono colorando la pelle, ma senza coinvolgere la melanina. Non hanno alcuna funzione di protezione dai raggi solari. Alcuni sono anche molto resistenti e necessitano l’azione di scrub o esfolianti per essere rimossi e questo può causare una sensibilizzazione cutanea». 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Antonino Di Pietro

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