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Estate: aumentano le infezioni sessualmente trasmesse

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Pubblicato il: 17-07-2020


Estate: aumentano le infezioni sessualmente trasmesse © iStock

Sanihelp.it -  Tutte le infezioni sessualmente trasmesse, oltre all'Hiv, sono in aumento: i centri infettivologici italiani negli ultimi 3-4 anni hanno notato un incremento pari a più del doppio dei casi di sifilide così come sottolineato dall’Italian Conference on AIDS and Antiviral Research e da società scientifiche come ADOI, l’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani.

Da un punto di vista anagrafico, sono i giovani, in generale, i principali protagonisti del sesso a rischio durante i mesi estivi, soprattutto nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 30 anni.

 Il 15-20% dei teenager confonde la contraccezione con la prevenzione delle infezioni trasmesse sessualmente: la pillola quindi protegge da una gravidanza indesiderata ma nulla può contro le infezioni da patogeni tipiche come clamidia, papillomavirus e la sifilide, una vecchia conoscenza tornata alla ribalta negli ultimi anni. 

Uno su dieci inoltre non usa il preservativo (dati Società Italiana di  Contraccezione) e la maggior parte dei maschi ritiene che l’HPV colpisca solo il sesso femminile.

Le infezioni sessualmente diffuse si trasmettono attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (vaginale, anale, orale), tramite lo sperma, la secrezione pre-spermatica, le secrezioni vaginali, la saliva, o con il contatto diretto della pelle nella zona genitale, delle mucose genitali, anali e della bocca.

Altra via di di ingresso nell’organismo è il sangue (tramite contatto con ferite aperte e sanguinanti, scambio di siringhe, tatuaggi, piercing eseguiti in ambienti non adeguati) e con il passaggio dalla madre al nascituro durante la gravidanza, il parto o l’allattamento.

 Il professor Salvatore Sansalone Specialista in Andrologia  all'Università di Tor Vergata a Roma chiarisce: «La stagione estiva è quella durante la quale si vedono moltiplicare esponenzialmente le infezioni a causa di comportamenti sessuali disinvolti e rapporti non protetti». 

L’HPV nell’uomo non solo é una spiacevole infezione: i ceppi 6 e 11 a basso potenziale oncogeno sono responsabili di circa il 90% delle infezioni.

Circa il 65-70% degli uomini contrae una infezione nel corso della vita, e molti studi hanno ormai verificato la presenza del DNA del virus nel liquido seminale. 

Le conseguenze dell’infezione possono essere una lesione asintomatica in cui il maschio è un portatore sano che funge da serbatoio trasmettendolo alla partner, oppure una lesione manifesta con condilomi, tumori e papillomi faringei (10,1% nell’uomo vs il 3,4%nelle donne e nel 15-20% di quelli che non riescono a procreare.

L’HPV è stato rilevato nel liquido seminale di circa il 10% dei maschi sessualmente attivi, il virus ha la capacità di legarsi agli spermatozoi influenzando negativamente la vitalità spermatica, la morfologia, la motilità e aumentando la frammentazione del loro DNA. 

Ecco perché se il rapporto non è consumato con il partner abituale il preservativo è indispensabile sia nei rapporti anali che vaginali, ma è fortemente consigliato anche nei rapporti orali, che sono ad alto rischio per alcune infezioni come la sifilide e la gonorrea. 

Vista l’elevata diffusione dell’HPV nel sesso maschile oggi esiste un vaccino dapprima offerto alle ragazze per proteggerle dal rischio di condilomi e  tumori della cervice uterina e dell’ano e oggi consigliata anche alla giovane popolazione maschile. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Salvatore Sansalone Specialista in Andrologia all'Università di Tor Vergata

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