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Dopo il lockdown, meglio il mare o la montagna?

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Pubblicato il: 21-07-2020


Dopo il lockdown, meglio il mare o la montagna? © iStock

Sanihelp.it - Dopo il lockdown, è più rigenerante il mare o la montagna? Il sole in spiaggia permette all'organismo di sintetizzare la vitamina D, una sostanza essenziale per la salute delle ossa e della pelle, che favorisce il miglioramento di alcune funzioni mentali e aiuta a prevenire l’insorgere di malattie autoimmuni. L’acqua del mare contiene diversi minerali e altri composti utili per rafforzare il sistema immunitario e a liberare il corpo dalle tossine.

L'aria di mare, nota per i suoi effetti benefici sul sistema respiratorio, grazie alla presenza di iodio, fornisce sostegno alle difese naturali del corpo, aiuta la buona salute di bronchi e polmoni, libera il naso fluidificando eventuale muco presente. Infine, il mare è la meta giusta per chi soffre di allergia da pollini: nelle località di mare la produzione di pollini è minore, poiché essendo ridotto l’ambiente terrestre, anche la presenza di piante è ridotta, e la brezza marina contribuisce ad allontanare i pollini dalla terraferma e ripulire l’aria.

Anche le vacanze in montagna saranno scelte da molti quest’anno poiché, tra cime e vallate, il distanziamento sociale viene naturale. Allontanarsi dal cemento e respirare aria pura e non inquinata per alcuni giorni, genera energia positiva: la montagna è amata dalle persone più dinamiche non solo per le molteplici attività da praticare, ma anche perché la rarefazione dell’aria permette un maggior apporto di ossigeno ai muscoli che si traduce in migliori performance sportive.

L’aria fresca aiuta poi chi soffre di problemi respiratori - anche se, per questi soggetti, è consigliabile evitare località sopra i 2500 metri di quota e, in generale, è preferibile salire di altitudine con gradualità, passando prima qualche giorno a quote intermedie per acclimatarsi.

Tornando in tema di allergie, la montagna è perfetta per chi ne soffre poiché molti allergeni al di sopra di una certa altitudine non sopravvivono. Questo vale per le muffe e gli acari, questi ultimi tra le principali cause degli attacchi d’asma: necessitano di umidità per prosperare e non sono compatibili con il clima secco della montagna, in particolare oltre i 1500 metri.

«Nel caso di soggetti con patologie respiratorie, è bene fare dei distinguo a seconda dell'età e degli allergeni. Per il bambino con allergie respiratorie un mix mare e montagna sarebbe l'ideale ma, dovendo scegliere, il piccolo non andrebbe privato dell'ambiente marino per tanti motivi: assenza di pollini, fluidificazione delle alte vie aeree grazie all'acqua ricca di sale, effetto dello iodio sulla crescita, effetto del sole sulla vitamina D fondamentale per la crescita ossea, effetti benefici dell'acqua e del nuoto sulla muscolatura respiratoria», commenta il professor Simone Bianconi, pneumologo di Top Doctors. 

«Chi ha allergia agli acari dovrà fare attenzione alle case di vacanza che, essendo chiuse per la maggior parte dell'anno, possono favorire accumulo di acari nelle camere da letto. In montagna, però, l'allergico agli acari trova un ambiente migliore per l'assenza della crescita dell'acaro legata all'altitudine, mentre chi soffre di allergie alle graminacee potrà avere problemi estivi legati alla falciatura dei prati per il fieno. L'anziano con Bpco troverà un ambiente migliore in montagna (non oltre i 1000 metri slm) per l'assenza dell'umidità e la presenza di aria fresca e non viziata dai climatizzatori. Questo stimolerà il moto con benefici enormi». 



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