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Sclerosi multipla: scoperte cause delle frequenti emicranie

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Pubblicato il: 25-08-2020


Sclerosi multipla: scoperte cause delle frequenti emicranie © iStock

Sanihelp.it - Accanto alle progressive difficoltà motorie e alla disabilità, i malati di sclerosi multipla sviluppano spesso altri sintomi che ne peggiorano la qualità di vita, come dolore neuropatico trigeminale e attacchi ricorrenti di emicrania. Ancora pochi i dati disponibili in letteratura che permettano di capire quali sono i meccanismi molecolari e cellulari alla base di questi dolori. 

I primi risultati di uno studio del dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università Statale di Milano, grazie a un progetto pilota finanziato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), in corso di pubblicazione sulla rivista Brain, Behaviour and Immunity, dimostrano che i sintomi di dolore trigeminale iniziano a manifestarsi entro un paio di giorni dall’induzione della patologia, ben prima della comparsa dei sintomi motori.

Inoltre, è stato osservato che il dolore trigeminale peggiora costantemente durante il progredire della malattia, anche durante la fase di remissione dei sintomi motori; questo suggerisce che esistano meccanismi diversi che controllano in parallelo lo sviluppo del dolore e la progressione della sclerosi multipla.

I dati hanno permesso di identificare due aree del sistema nervoso in cui sono presenti alterazioni cellulari e molecolari che potrebbero essere legate allo sviluppo del dolore trigeminale. I ricercatori hanno osservato l’attivazione di cellule (cellule della glia), che circondano i neuroni nel sistema nervoso centrale (tronco encefalico) in assenza di segni di demielinizzazione, che sono la caratteristica peculiare della malattia, contribuendo a confermare l’esistenza di meccanismi diversi alla base delle diverse manifestazioni della patologia.

L’attivazione delle cellule della glia è accompagnata dall’aumentata espressione di diversi recettori di membrana per molecole di segnalazione chiamate purine, che potrebbero quindi rappresentare importanti bersagli per lo sviluppo di nuovi farmaci.

Inoltre il lavoro dimostra per la prima volta attivazione delle cellule gliali residenti nel ganglio trigemino (chiamate cellule gliali satelliti) accompagnata da profonde modificazioni nello stato metabolico del tessuto. Ciò potrebbe contribuire all’alterata comunicazione fra neuroni e glia nel sistema nervoso periferico, che potrebbe essere responsabile dello sviluppo del dolore trigeminale.

Attraverso questo studio l’équipe ha quindi identificato diversi possibili bersagli cellulari e molecolari all’interno del ganglio trigemino, che possono essere modulati da molecole già disponibili per l’uso in laboratorio. Gli esperimenti futuri permetteranno di verificare se alcune di queste molecole possono risultare efficaci per ridurre o eliminare la comparsa di dolore trigeminale. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Università Statale di Milano

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