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Salute e animali

Parvovirosi canina: come proteggere i cuccioli

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Pubblicato il: 28-07-2020

La parvovirosi è una malattia di origine virale molto grave


Parvovirosi canina: come proteggere i cuccioli © iStock

Sanihelp.it - La parvovirosi è una malattia infettiva che riguarda sia il cane sia il gatto, solo che in quest’ultimo prende il nome di panleucopenia felina.

Il virus del gatto è in realtà il capostipite, dal quale si è differenziato il virus che provoca la parvovirosi nel cane. I sintomi sono simili.

La vaccinazione è l’unica arma in nostro possesso per evitare la malattia.

La parvovirosi è causata da Parvovirus di tipo 2 (CPV-2), molto resistente nell’ambiente esterno, dove può sopravvivere per mesi, e molto contagioso.

Colpisce generalmente i cuccioli che non sono ancora stati vaccinati, che si possono contagiare tramite feci o urine infette, o mangiatoie e attrezzature contaminate.

sintomi più comuni sono abbattimento, sonnolenza, anoressia, febbre, diarrea, che può essere anche emorragica. Poi compare il vomito che, come la diarrea, causa forte disidratazione.

L’infezione è frequentemente mortale, per cui la tempestività è fondamentale per salvare la vita al cucciolo.

L’esame del sangue mostrerà principalmente una diminuzione dei globuli bianchi.

Gli organi maggiormente colpiti sono il cuore, soprattutto nei neonati, e l’apparato gastroenterico.

Come per tutte le patologie virali, non esiste una cura specifica, ma il veterinario dovrà mettere in atto tutte le terapie di supporto per aiutare l’animale a affrontare la malattia, come fluidoterapia per reidratare e antibioticoterapia per scongiurare infezioni.

La risposta al trattamento è soggettiva, ma dobbiamo ricordare che, anche se l’animale guarisce, è considerato infettivo per almeno due mesi ancora.

Il virus è resistente ai normali detergenti usati per la pulizia, l’unico disinfettante efficace è la candeggina, che quindi deve essere ripetutamente usata per sanificare oggetti e luoghi dove ha soggiornato l’animale malato.

Un’ultima (brutta) notizia: non è completamente da escludere che un animale vaccinato si possa ammalare ugualmente, ma ciò avviene solo in casi precisi, cioè se il ciclo vaccinale non è stato completato e c’è stato contatto con cani infetti, o se si è infettato con una variante del virus che non è coperta dalla vaccinazione, anche se per fortuna si tratta di casi rari.



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Il veterinario H24 De Vecchi

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