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Emicrania: arriva il farmaco che previene gli attacchi

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Pubblicato il: 31-08-2020


Emicrania: arriva il farmaco che previene gli attacchi © iStock

Sanihelp.it - Senso di colpa, difficoltà nel fare progetti, isolamento, limitazioni in ogni aspetto della quotidianità. I 6 milioni di italiani che soffrono di emicrania vivono una vita sospesa, tra un attacco e la costante paura del successivo. È quanto emerge da una ricerca promossa da Teva Italia e condotta da Elma Research.

Per le forme più gravi arriva una terapia mirata che consente di ridurre in maniera significativa la frequenza degli attacchi. Dal 21 luglio 2020 fremanezumab, anticorpo monoclonale umanizzato, sviluppato specificatamente per la prevenzione di questa malattia neurologica invalidante - da poco riconosciuta come malattia sociale - è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale. Appartiene alla nuova classe di farmaci in grado di bloccare il CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina), una piccola proteina che gioca un ruolo importante nella genesi degli episodi di emicrania.

Si tratta dell’unico anti-CGRP con un doppio regime di somministrazione sottocutanea - mensile o trimestrale - e la sua efficacia è dimostrata sia nelle forme episodiche di emicrania (quando il mal di testa si manifesta per meno di 15 giorni al mese) sia in quelle croniche (quando è presente per 15 o più giorni al mese), anche negli individui considerati refrattari agli altri trattamenti preventivi.
 
Nessuno dei trattamenti utilizzati finora a scopo preventivo è stato sviluppato espressamente per agire sulle cause dell’emicrania. Ora, invece, abbiamo la possibilità di intervenire selettivamente su uno dei meccanismi centrali coinvolti nella genesi della malattia. Negli studi clinici condotti verso placebo, il 48% circa delle persone con emicrania episodica e il 41% circa con emicrania cronica trattati mensilmente con fremanezumab hanno visto almeno dimezzare il numero di giorni mensili di emicrania.

Anche nei soggetti che avevano in precedenza fallito diverse terapie preventive, valutati nell’ambito di uno studio clinico, fremanezumab ha dimostrato di evitare, in media, circa 4 giornate al mese di emicrania già dopo 30 giorni di trattamento. Inoltre in un terzo di questi malati difficili, il numero di giorni mensili di emicrania è risultato più che dimezzato dopo 3 mesi di terapia.
 
I benefici risultano evidenti già a una settimana dall’inizio del trattamento e sono mantenuti nel tempo, come dimostra uno studio clinico di estensione a lungo termine, a fronte di una ottima tollerabilità. Dagli studi clinici emerge anche la riduzione del numero di analgesici assunti e dei sintomi legati all’emicrania (nausea, vomito, fotofobia e fonofobia) e, di conseguenza, della disabilità legata alla malattia.



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Teva

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