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Salute

Il sesso consapevole non va in vacanza

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Pubblicato il: 11-08-2020

Durante la stagione più spensierata dell'anno è necessario fare chiarezza su sessualità e contraccezione e riallacciare il giusto rapporto con l'esperto di riferimento, il ginecologo.


Il sesso consapevole non va in vacanza © iStock

Sanihelp.it - Le vacanze sono da sempre sinonimo di relax e spensieratezza. Ma, anche alla luce del particolare momento storico che stiamo affrontando, per vivere la stagione estiva senza preoccupazioni, vietato rilassarsi sul fronte della sessualità: la salute sessuale, infatti, deve restare una priorità, per proteggersi dalle infezioni a trasmissione sessuale, evitare gravidanze indesiderate e vivere serenamente l'intimità di coppia. «L’estate è il momento più sbagliato per fare inutili pause dall’assunzione della pillola. È in questo momento che la contraccezione è importante per i benefici che offre, senza trascurare l’importanza di una protezione più ampia che preservi dalle infezioni sessualmente trasmissibili» raccomanda Manuela Farris, specialista in Ginecologia e Ostetricia e consigliere della Società Italiana della Contraccezione (SIC).

Quest’anno, a sessant’anni dalla nascita della contraccezione ormonale, alla protezione informata, responsabile e consapevole è dedicata anche una campagna social, Ragazze che Storia, che raccoglie #storiediragazze con una serie di sondaggi sulla pagina Instagram My Contraception Italia. Uno dei sondaggi rivela che per quanto il 45% delle donne sia consapevole che la visita ginecologica debba essere annuale, ben il 55% pensa che questa debba essere fatta ogni tre anni. Il ginecologo resta l’interlocutore di riferimento, eppure Il 25% delle ragazze che hanno risposto al sondaggio rivolge alla madre i propri dubbi di natura sessuale.

«I dati del sondaggio non mi stupiscono perché è normale che per un quarto delle ragazze la mamma sia un riferimento sui temi della riproduzione e della sessualità, in fondo la gestione della propria femminilità si impara anche in famiglia! È importante il dato che il ginecologo abbia un ruolo di primo piano perché può guidare il dialogo madre-figlia, soprattutto sul tema della contraccezione, dove permangono ancora miti e tabù difficili da sfatare. In realtà controlli più ravvicinati nelle giovani sessualmente attive sono raccomandati per una prevenzione più efficace» commenta Rossella Nappi, Ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica all’Università degli Studi di Pavia, IRCCS Policlinico San Matteo e membro del comitato direttivo della Società Internazionale di Endocrinologia Ginecologica.

Proprio sul rapporto con il ginecologo, alla luce anche del post-pandemia, invita a riflettere Franca Fruzzetti, Responsabile dell’ambulatorio di endocrinologia ginecologica dell’ospedale universitario Santa Chiara di Pisa e Presidente SIC: «Il lockdown ci ha costretti a un distanziamento sociale, e questo non ha risparmiato il rapporto ginecologo-paziente. Un rapporto fondamentale per superare dubbi, necessità di chiarimenti che molte donne hanno quando assumono un contraccettivo. Le donne hanno guardato alla contraccezione chiedendosi se questa non andava interrotta. I dubbi sono stati tanti ma oggi, anche con molte difficoltà, le cose sono cambiate con un ritorno, anche se parziale, alla normalità. E allora è giunto il momento di riallacciare questo rapporto con il ginecologo e riaprire il dialogo sulla contraccezione. Un rapporto che è fondamentale per attuare scelte contraccettive adatte a vivere la sessualità in libertà e sicurezza».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
comunicato stampa SIC

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