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Studio europeo su Covid e cancro

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Pubblicato il: 14-08-2020


Studio europeo su Covid e cancro © iStock

Sanihelp.it - Lo studio internazionale OnCovid pubblicato su Cancer Discovery, la rivista ufficiale dell' Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro (AACR), coordinato dall’Università del Piemonte Orientale, a Novara e da Imperial College, U.K. ha evidenziato come il Covid-19 sia letale per circa un paziente con tumore su tre, come ad aumentare il pericolo siano soprattutto il genere (maschile), l’età (over 65), la presenza di altre malattie e un tumore in fase di progressione.

Lo studio, di tipo osservazionale, ha fornito per la prima volta al mondo un’analisi accurata della storia naturale di quasi 900 pazienti oncologici ricoverati per infezione da Coronavirus in 19 centri italiani, inglesi, spagnoli e tedeschi durante i mesi di marzo e aprile, seguiti poi fino a metà maggio.

Il primo dato che è emerso  è che a rischiare maggiormente sono i pazienti maschi.

La mortalità è infatti del 41% contro il 26% delle donne.

Le neoplasie ematologiche sono invece quelle con un decorso peggiore.

Scontato, ma ora confermato da numeri, il dato sulla mortalità tra gli over 65: più che doppia rispetto a quella dei più giovani.

E lo stesso vale per chi soffre di altre due malattie oltre al tumore.

Ma se un tumore attivo peggiora la prognosi, ed essere in terapia oncologica con chemioterapici, farmaci a bersaglio molecolare o immunoterapici non modifica il rischio di mortalità, invece un intervento tempestivo con le terapie anti-Covid con antivirali, antimalarici o tocilizumab, si associa a una riduzione del 60% della mortalità, indipendentemente da tutti gli altri fattori di rischio.

«I dati dell’indagine arrivano per la prima volta da pazienti ‘occidentali’ ricoverati in Italia, Regno Unito, Spagna e Germania, tra dei Paesi più colpiti da SARS-CoV-2 in Europa, e mostrano innanzitutto che tre pazienti su quattro manifestano complicazioni da Covid-19, prima fra tutte la necessità di ossigeno-terapia più o meno invasiva – spiega Alessandra Gennari, direttore della Divisione di Oncologia al Dipartimento di Medicina Traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale a Novara –. L’infezione comporta il decesso nel 33% dei pazienti con tumore, con differenze significative fra i Paesi: nel Regno Unito, per esempio, la mortalità sale al 44% rispetto al 33% dell’Italia e il 30% della Spagna. Ci sono poi differenze sostanziali correlate alle caratteristiche del malato: essere sottoposti alle terapie antitumorali non incide in alcun modo sulla mortalità da Covid-19, come invece si era temuto inizialmente, mentre contano invece molto di più caratteristiche del malato come l’età, la presenza di altre patologie o lo sviluppo delle complicanze».

Trattandosi di uno studio di tipo osservazionale è inevitabile la mancata valutazione dei pazienti oncologici che si sono ammalati ma sono rimasti asintomatici.

Tuttavia i dati raccolti provengono dal più ampio database europeo di pazienti oncologici con Covid-19, con 1500 casi totali inseriti a oggi e gestiti su web dall’Unità di Statistica Medica del Dipartimento di Medicina Traslazionale dell’UPO.

Tali dati mostrano mostrano che il profilo di rischio dei pazienti con tumore che contraggono Covid-19 non è diverso da quello della popolazione generale, perché anche in questi la mortalità cresce con l’età, la presenza di altre malattie e la comparsa di complicazioni.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Università del Piemonte Orientale

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