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Al sole si ma con il solare giusto

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Pubblicato il: 19-08-2020


Al sole si ma con il solare giusto © iStock

Sanihelp.it - Vacanze significa trascorrere la maggior parte del proprio tempo all’aria aperta: che ci si trovi al mare o in montagna è buona norma proteggere adeguatamente la pelle dai raggi del sole.

Se da una prate è vero che l’esposizione ai raggi solari regala molteplici benefici, in dosi eccessive però può essere nocivo e causare danni a breve e a lungo termine.

Per proteggere adeguatamente la pelle dai possibili effetti nocivi occorre tanto buon senso e tener ben presente alcune regole fondamentali ovvero evitare di esporsi nelle ore centrali della giornata, quelle in cui le concentrazioni di UV-A e UV-B sono al massimo, indossare cappelli e occhiali scuri e non dimenticare l’applicazione di prodotti per la protezione solare.

Per prodotto solare è inteso «qualsiasi preparato (quale crema, olio, gel, spray) destinato a essere posto in contatto con la pelle umana, al fine esclusivo o principale di proteggerla dai raggi UV assorbendoli, disperdendoli o mediante rifrazione».

In base al loro meccanismo d’azione i solari vengono divisi in due gruppi: quelli che contengono filtri fisici e quelli che proteggono dagli UV mediante filtri chimici.

I filtri fisici contengono molecole inorganiche e agiscono in modo meccanico, riflettendo i raggi solari grazie all’ossido di zinco e il biossido di titanio che respingono sia le radiazioni UV-B che UV-A.

Queste sostanze offrono un'ottima protezione, ma sono difficili da distribuire in un film sottile e lasciano sulla pelle una caratteristica patina bianca. Per rendere esteticamente piacevoli queste formulazioni dense, attualmente si usano particelle di dimensioni ridotte, le nanoparticelle di ossido di zinco e biossido di titanio.

I filtri chimici invece contengono molecole organiche (avobenzone, ossibenzone, octocrylene, ecamsule, enzophenone-3, salicilati) capaci di assorbire l’energia della radiazione solare e restituirla in parte, sotto forma di calore.

Qualunque sia il tipo di filtro utilizzato, come per tutti gli altri cosmetici, anche i solari sono disciplinati dal Regolamento europeo sui cosmetici, e dal 2006 sono regolati anche ai sensi della Raccomandazione sull’efficacia dei prodotti per la protezione solare e sulle relative indicazioni.

Per scegliere la protezione solare adatta al proprio tipo di pelle, dunque, è bene tenere presente che gliSeffetti dei raggi ultravioletti sulla pelle sono diversi in ogni individuo e sono relativi ai tipi di pelle, determinati perlopiù da caratteristiche genetiche.

Attualmente si usa suddividere i diversi tipi di pelle in sei fototipi, basati sul colore e sulla differente risposta all’esposizione solare, in termini di grado di scottatura e abbronzatura.


In base al proprio fototipo, la prima caratteristica da controllare è il fattore di protezione (SPF) che fornisce un'indicazione numerica (da 6 a 50+) relativa alla capacità del prodotto di »fermare» le radiazioni UV-B. Si deve ricorrere a un fattore molto elevato (50+ o schermo totale) in caso di pelli molto chiare e capelli rossi o biondi (fototipo 1) fino a un SPF basso, tra il 10 e il 6, indicato per individui con capelli scuri e carnagione olivastra (fototipo 5) o capelli scurissimi e pelle scura (fototipo 6).


L’SPF però non è l’unica caratteristica del filtro alla quale prestare attenzione. Come già accennato, il fattore di protezione si riferisce ai soli raggi UV-B, perciò è bene controllare che il solare protegga anche dalla radiazione UV-A.


Infine, è importante sottolineare di nuovo che è la dose (la quantità di raggi assorbiti) l’elemento determinante l’effetto avverso/tossico, perché una elevata esposizione ai raggi solari è causa di infiammazione anche in individui con fototipo 6 che presentano una carnagione nera.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Società Italiana Tossicologia

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