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Più porno, più flop

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Pubblicato il: 18-08-2020

Guardare troppi film porno può causare problemi di erezione e calo del desiderio sessuale. Lo sostiene uno studio presentato di recente al congresso dell'Associazione Europea di Urologia.


Più porno, più flop © iStock

Sanihelp.it - Brutte notizie per gli affezionati del porno: concedersi troppi video pornografici può avere conseguenze sgradevoli per gli uomini, determinando calo del desiderio, addirittura disfunzione erettile e, a lungo andare, può spingere a preferire il sesso virtuale a quello con il partner nella vita reale. Ad evidenziare una relazione altamente significativa tra il tempo impiegato a guardare la pornografia e un incremento delle difficoltà con la funzione erettile nei rapporti con il partner è una ricerca appena presentata all’ultimo Congresso annuale dell’Associazione Europea di Urologia (EAU), frutto di un’indagine condotta tramite un questionario on line di 118 domande su un campione di 3267 uomini del Belgio e della Danimarca.

Correlando il tempo medio di visualizzazione di materiale pornografico (70 minuti alla settimana, con una media di 5-15 minuti per sessione) con il grado di disfunzione sessuale emerso dalle risposte, è risultato che circa il 25% degli intervistati riferiva livelli variabili di disfunzione erettile durante i rapporti con il proprio partner. La ricerca, coordinata da Gunter de Win, professore dell’Università di Anversa, ha evidenziato altri numeri che fanno riflettere: solo il 65% degli intervistati ritiene che il sesso con il partner sia più eccitante della visualizzazione di materiale pornografico. E, durante la visione, il 90% delle persone si focalizza esclusivamente sulle scene sessuali più eccitanti. Inoltre, un 20% degli intervistati ha dichiarato che, per eccitarsi e portare a termine un rapporto sessuale soddisfacente per sé e per il partner richiede immagini di tipo pornografico estremo di cui nella situazione reale non può disporre. Infine, un dato che riguarda la fascia più giovane: il 23% degli uomini sotto i 35 anni ha ammesso di riscontrare problemi di erezione, di varia entità, durante i rapporti con i rispettivi partner.

«Dobbiamo ancora capire bene il reale significato di questi risultati ed è difficile trarre conclusioni immediate dallo studio, anche perché non sono ancora definiti gli effetti della visualizzazione di materiale pornografico nelle donne» commenta Rocco Damiano, urologo e responsabile dell’ufficio risorse e comunicazione della Società Italiana di Urologia (SIU). «Ma occorre soffermarsi a riflettere sul fatto che la pornografia influenza la modalità con cui viviamo il sesso. La visione di materiale pornografico determina un iperstimolo eccitatorio in grado di influenzare il comportamento sessuale, facilitando la produzione di dopamina nel cervello, ed elevandone il livello per la comparsa di eccitazione sessuale. Di conseguenza, però, nella vita reale con il partner, il sesso non risulta più all’altezza delle aspettative generate, dando origine a disfunzione erettile, insoddisfazione e calo del desiderio».

Ovviamente dietro i problemi di erezione non c’è solo la pornografia: «Trattandosi di una patologia multifattoriale, sarebbe riduttivo e sbagliato associarla esclusivamente alla visualizzazione di materiale pornografico. Vi sono tanti altri fattori che giocano un ruolo determinante nel causare problemi di erezione: dal calo di libido all’ansia e depressione, dall’abuso di alcool e assunzione di farmaci all’obesità, fino alle patologie vascolari, nervose o metaboliche» ricorda Walter Artibani, urologo e segretario generale della SIU. «Resta però il fatto che i rischi dell’abuso di pornografia sono ignorati dalla maggior parte delle persone. La perdita del desiderio nei confronti della vita sessuale reale rappresenta uno dei fattori che determina comparsa di problematiche sessuali in quelle persone che visualizzano molto materiale pornografico. Diventa importante, quindi, poter definire la soglia di visualizzazione oltre la quale si è a rischio» conclude Damiano.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
comunicato stampa SIU

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