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Pratica e società

Abilismo e yoga, come evitare le discriminazioni

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Pubblicato il: 01-09-2020

Nell'insegnare, e praticare, bisognerebbe ricordarsi che non tutti hanno le medesime possibilità, e sarebbe necessario fermarsi a riflettere su come prevenire le forme di distinzione basate sulle abilità


Abilismo e yoga, come evitare le discriminazioni © iStock

Sanihelp.it - Il temrine Abilismo è spesso sconosciuto ancora oggi, eppure indica una tendenza che tanti hanno, soprattutto nel mondo dello sport.

Si tratta, infatti, dell'atteggiamento con il quale si presuppone che tutti abbiano un corpo in grado di fare tutto: di camminare, praticare, fare attività fisica.

Eppure, non è così, e il mondo dello yoga, che dovrebbe essere il più inclusivo, dovrebbe cercare di evitare le discriminazioni.

Ecco, quindi, alcuni punti da tenere a mente sia per gli insegnanti sia per i praticanti allo scopo di evitare l'atteggiamento dell'abilismo.

Iniziare dalle parole

Bisognerebbe cercare di evitare di identificare un disabile solo come tale, e invece prenderlo in considerazione come persona a trecentosessanta gradi.

Così, un insegnante non dovrebbe riferirsi alla persona solo come disabile, ma identificarne tutte le diverse possibilità e potenzialità.

Calibrare la pratica senza discriminazioni

Spesso i praticanti e gli insegnanti si fregiano della possibilità di eseguire quelle che sono posizioni avanzate. Tuttavia, questo fa diventare lo yoga una specie di competizione, e una persona con disabilità o difficoltà si sentirà sicuramente esclusa.

Per questo, bisognerebbe evitare di mostrare le diverse varianti mettendo l'accento sulla capacità, e bisognerebbe includere tutti nella pratica, anche chi non ce la faccia a mettersi i piedi dietro la testa!

Aprire la mente

Per evitare l'abilismo bisognerebbe anche cercare di non vedere le cose solamente dal proprio punto di vista.

Certamente, una persona che abbia la possibilità di camminare non potrà mai capire completamente una persona sulla sedia a rotelle, ma dovrebbe cercare di immedesimarsi.

Questo sia nel caso in cui si insegni yoga, sia nel caso in cui lo si pratichi e si abbia un compagno con disabilità o difficoltà.



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