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Che ci azzecca

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Pubblicato il: 08-09-2020


Che ci azzecca © iStock

Sanihelp.it - L’encefalite da zecca è una delle malattie più pericolose trasmessa dal morso delle zecche infette: anche a fine estate non si può abbassare la guardia nei confronti di questa malattia. Ecco perché Pfizer ha deciso di lanciare la campagna informativa Che ci azzecca  che vede protagonista l’attore Paolo Ruffini, ed è ispirata al noto modo di dire comune e dà vita a una serie di contenuti costruiti su un gioco di parole, fatto anche di iperboli, per raccontare situazioni di contrasto, evidenziare possibili eventi di rischio e informare su una patologia ancora poco conosciuta, pericolosa ma prevenibile.

La campagna Che ci azzecca si sviluppa in una serie di 4 video pillole (https://youtu.be/r6TNLE3CCNU) che raccontano altrettante situazioni potenzialmente a rischio per la possibilità di trasmissione della TBE, perché a volte ci si comporta con leggerezza per mancanza di informazioni: si passa dal jogging tra i boschi, a una sessione di trekking, a un tranquillo pic-nic di famiglia, fino al camping.

«Le stagioni preferite dalle zecche sono la primavera e l’autunno,  ma anche in questo periodo è fondamentale stare attenti quando si praticano attività all’aria aperta o ci si reca nelle zone più a rischio di incontro con questi piccoli parassiti, tra l’erba dei prati o in montagna nei pressi di zone boschive - dichiara il Dott Alberto Tomasi, Presidente della Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM) – Attenzione, dunque, all’abbigliamento, privilegiate pantaloni lunghi e ispezionate sempre il corpo al vostro rientro a casa ma la vaccinazione resta la più efficace misura protettiva contro l’encefalite da zecca (TBE). La profilassi è indicata soprattutto negli adulti e bambini che risiedono o si recano nelle zone »a rischio» ed è necessario ricordare che è importante completare il ciclo di vaccinazione ed effettuare i richiami, in modo da assicurarsi una protezione adeguata contro l’infezione».

Proprio per una corretta sensibilizzazione alla tematica, in tutti gli episodi Paolo Ruffini interagisce con una serie di personaggi incontrati lungo il suo percorso che lo redarguiscono sulla sua superficialità nei confronti dei rischi della TBE e gli danno le informazioni corrette sui comportamenti da tenere durante le sue attività.

Solo alla fine Ruffini dimostrerà di aver imparato la lezione e di essere consapevole di quanto anche in queste circostanze usuali di vita quotidiana e attività all’aria aperta il rischio di prendere la malattia sia sempre presente e di quanto sia importante la prevenzione.

Sviluppata con un linguaggio divertente e dal tono leggero, pur mantenendo rigore scientifico e veicolando le informazioni corrette, la campagna Che ci azzecca è stata attivata su molteplici canali di comunicazione per sensibilizzare sui rischi della TBE, che vede in questo periodo il picco della sua trasmissione, soprattutto nelle zone endemiche (aree in cui la TBE è maggiormente presente) che, in Italia, vengono identificate nelle regioni del Triveneto.



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Che ci azzecca

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