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Malattie sessualmente trasmissibili

Meno diagnosi di infezioni sessuali: colpa del covid-19?

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Pubblicato il: 01-09-2020

Uno studio romano mostra un calo dei casi di sifilide durante il lockdown. All'origine potrebbe esserci un calo dei rapporti ma anche di visite per il timore della pandemia.


Meno diagnosi di infezioni sessuali: colpa del covid-19? © iStock

Sanihelp.it - L’emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus ha influenzato in modo significativo l’epidemiologia delle Malattie a Trasmissione Sessuale (MST) e in particolare della sifilide. A dimostrarlo è uno studio osservazionale pubblicato sulla rivista scientifica Sexually Trasmitted Infections dal gruppo del Centro MST/HIV dell’Istituto San Gallicano (IRCCS) di Roma diretto da Alessandra Latini. «Dall’inizio del lockdown abbiamo osservato una drastica riduzione delle diagnosi di infezioni a trasmissione sessuale, in particolare della sifilide» spiega Latini.

Il dato è in netto contrasto con il trend di aumento del numero di casi di sifilide registrato negli ultimi due anni, soprattutto nel periodo immediatamente precedente all’isolamento, e in particolare tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e le persone che vivono con l’HIV.  Infatti tra il primo gennaio e il 9 marzo 2020, nel Centro di MST del San Gallicano sono stati diagnosticati 68 nuovi casi di sifilide, mentre nel primo trimestre del 2019 il numero di diagnosi di sifilide è stato di 25. Rispetto al primo trimestre dello scorso anno, nel primo trimestre 2020 le diagnosi di sifilide sono raddoppiate nelle persone che vivono con l’HIV, e addirittura quadruplicate tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. «Tuttavia tutte le diagnosi relative al mese di marzo sono state effettuate prima del lockdown, e nessun caso è stato più osservato dopo il 9 marzo» sottolinea Antonio Cristaudo, Direttore della Unità di Dermatologia Clinica ISG.

«É probabile che la paura di infezione da SARS-CoV-2 abbia ridotto i rapporti sessuali conducendo a un vero e proprio declino delle infezioni ad essi correlati» continua Cristaudo. Ma non si esclude anche un’altra eventualità - meno positiva – dietro il calo di diagnosi, cioè che molti pazienti abbiano rinviato eventuali visite per timore di entrare in ospedale durante la pandemia.

Aldo Morrone, Direttore Scientifico del San Gallicano sottolinea che: «I servizi di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie infettive a trasmissione sessuale, rimangono sempre aperti, gratuiti e  in sicurezza, per garantire la continuità assistenziale a questa tipologia di pazienti fragili». È quindi importante, se si sospetta di avere contratto un’infezione sessuale, non rimandare le visite: si tratta spesso di condizioni che, se non riconosciute per tempo e trattate, possono avere conseguenze a lungo termine.



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comunicato stampa

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