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I cibi ricchi di quercetina e il Covid

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Pubblicato il: 08-09-2020

Uno studio internazionale al quale ha partecipato l'Istituto di nanotecnologia del Cnr ha scoperto che la quercetina funge da inibitore specifico per Covid-19


I cibi ricchi di quercetina e il Covid © iStock

Sanihelp.it - Per risolvere alla radice il problema del Covid ci sarebbe bisogno di un vaccino valido ed efficace.

Nell’attesa di poter disporre di una simile risorsa, però, si moltiplicano gli sforzi e gli studi per migliorare la convivenza con il virus.

Fra tutti gli studi disponibili risulta molto interessante quello relativo alla quercetina, una molecola di origine naturale, che sembra funzionare da inibitore specifico per SARS-CoV-2.

Questa molecola ha un effetto destabilizzante su 3CLpro, una delle principali proteine del virus, fondamentale per il suo sviluppo e il cui blocco dell’attività enzimatica risulta letale per SARS-CoV-2.

Il risultato è frutto del lavoro di ricerca condotto da Bruno Rizzuti dell’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Cosenza con un gruppo di ricercatori di Zaragoza e Madrid ed è stato pubblicato sulla rivista International journal of biological macromolecules.

«Le simulazioni al calcolatore hanno dimostrato che la quercetina si lega esattamente nel sito attivo della proteina 3CLpro, impedendole di svolgere correttamente la sua funzione» afferma Rizzuti, autore della parte computazionale dello studio.

«Già al momento questa molecola è alla pari dei migliori antivirali a disposizione contro il coronavirus, nessuno dei quali è tuttavia approvato come farmaco. La quercetina ha una serie di proprietà originali e interessanti dal punto di vista farmacologico: è presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio ed è nota per le sue proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie, anti-allergiche, anti-proliferative. Sono note anche le sue proprietà farmacocinetiche ed è ottimamente tollerata dall’uomo».

La quercetina, inoltre,  può essere facilmente modificata per sviluppare una molecola di sintesi ancora più potente, grazie alle piccole dimensioni e ai particolari gruppi funzionali presenti nella sua struttura chimica.

Poiché non può essere brevettata, chiunque può usarla come punto di partenza per nuove ricerche.

«Lo studio parte da una caratterizzazione sperimentale di 3CLpro, la proteasi principale di SARS-CoV-2» precisa Olga Abian, dell’Università di Zaragoza e prima autrice della pubblicazione: «Questa proteina ha una struttura dimerica, formata da due sub-unità identiche, dotate ciascuna di un sito attivo fondamentale per la sua attività biologica. In una prima fase del lavoro è stata studiata, con varie tecniche sperimentali, la sensibilità a varie condizioni di temperatura e pH: un risultato importante perché molti gruppi stanno lavorando su 3CLpro come possibile bersaglio farmacologico, in virtù del fatto che è fortemente conservata in tutti i tipi di coronavirus. Per questa proteina sono già segnalate in letteratura molecole che fungono da inibitori, ma non utilizzabili come farmaci a causa dei loro effetti collaterali».

è bene precisare che già da giugno la Food & Drug Administration negli Usa, ha però diffidato alcune aziende dal vendere prodotti a base di quercitina come farmaci contro il Covid.

Dall’isola di Pantelleria in ogni caso rilanciano sullo studio: nell’Isola abbondano i capperi, ricchi di quercetina.

Chissà se anche per merito loro durante il lockdwn l’isola ha potuto vantare il primato di isola Covid-free

 «La parte più interessante di questo lavoro è lo screening sperimentale eseguito su 150 composti, grazie a cui la quercetina è stata individuata come molecola attiva su 3CLpro» conclude Adrian Velazquez-Campoy dell’Università di Zaragoza, che ha diretto il gruppo di ricerca e ha già lavorato alla ricerca di farmaci inibitori della proteina per il virus SARS originario che causò l’epidemia del 2003.

«La quercetina riduce l’attività enzimatica di 3CLpro grazie al suo effetto destabilizzante sulla proteina. Ovviamente contiamo si trovi un vaccino, ma i farmaci saranno comunque necessari per le persone già infette e per chi non può essere sottoposto a vaccinazione. La ricerca di nuove molecole mira quindi a somministrare una combinazione di differenti composti, per minimizzare la resistenza ai farmaci e lo sviluppo di nuovi ceppi virali».

Lo studio è stato supportato dalla Fundación hna.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Cnr-Nanotec

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