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Sonno frammentato: quando è colpa della nocturia

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Pubblicato il: 14-09-2020


Sonno frammentato: quando è colpa della nocturia © iStock

Sanihelp.it - Dormire male di notte a causa dei frequenti risvegli dovuti all’urgenza di andare in bagno a urinare.

è un problema piuttosto comune nell’universo maschile, nient’affatto esclusivo della popolazione anziana.

Il disturbo viene solitamente attribuito all’ipertrofia prostatica ovvero all’ingrandimento della ghiandola prostatica, fenomeno per lo più benigno che interessa il 50% degli uomini di mezza età e il 90% di quelli con più di 80 anni.

Il trattamento medico viene prescritto quando non è possibile intervenire sugli stili di vita e prevede la somministrazione di farmaci a base di 5-alfa-reduttasi che riescono a inibire l’attività di un enzima che interviene nella trasformazione del testosterone.Tali farmaci,  però, nel 10% dei casi determinano effetti avversi come disfunzioni sessuali poco accettate dai pazienti. 

In realtà il disturbo ha comorbidità con molte altre situazioni cliniche come le apnee notturne e la pressione alta.

Le apnee notturne alterano la produzione di ormone anti-diuretico, quello che viene secreto durante la notte.

Una ricerca sui maschi indiani ha sottolineato come i pazienti con apnee ostruttive (OSA) presentino ipertensione nell’86%, diabete nel 59% e nocturia e altri disturbi del sonno nell’80% dei casi. 

Un recente studio ha rivelato che l’essere ipertesi e senza terapia per il problema può indurre nocturia  già a partire dai 35-49 anni.

La nocturia, inoltre, può comparire anche nei pazienti che per trattare l’ipertensione assumono farmaci come i diuretici.

Ecco perché le terapie antipertensive dovrebbero essere quindi sottoposte ad un monitoraggio e un aggiustamento frequente.

 Qualunque sia la causa che scatena la nocturia è importante intervenire anche sullo stile di vita come sottolinea Salvatore Sansalone, specialista in urologia e andrologia all’Università di Roma Tor Vergata e Consulente del Ministero della Salute: «Gli approcci per venirne a capo e alleviare il riposo di chi ne soffre sono diversi e spaziano da quello comportamentale che agisce sulle abitudini e gli stili di vita a quello medico e chirurgico. Parola d’ordine, step graduali e un atteggiamento il più possibile conservativo. Nuove abitudini che prevedano di assumere meno liquidi alla sera, evitare caffeina, alcol e fumo, aumentando l’attività fisica e trattamento medico possono migliorare nettamente i sintomi, il sonno, il riposo, la qualità di vita e non ultimo l’umore. Tra gli interventi nutrizionali si sconsigliano alimenti troppo ricchi di sodio e si raccomanda di limitare carne rossa e amidi specialmente nel pasto serale in favore di grassi polinsaturi e vegetali». 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Salvatore Sansalone, Consulente per il Ministero della Salute

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