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Neonati meno protetti con il cesareo.

Cesareo, toglie al bebè la protezione del microbioma

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Pubblicato il: 29-09-2020

Italia prima al mondo per tagli cesarei che impediscono il passaggio del microbioma da mamma a bebè.


Cesareo, toglie al bebè la protezione del microbioma © istock

Sanihelp.it -«Nascere con un parto cesareo comporta una perdita preziosa per il bebè: quella del microbioma materno, un’eredità microbica che madre natura ha programmato per il neonato e che si può avere solo tramite il passaggio nel canale del parto» spiega Leonardo Miniello, vicepresidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale SIPPS e docente di Nutrizione infantile all'Università di Bari.

«I bambini nati con il cesareo hanno un'alterata composizione del microbiota intestinale e quindi una disbiosi» continua l’esperto. Ma il microbioma intestinale è fondamentale per la salute perché agisce difendendo il corpo da agenti patogeni, ha delle funzioni immunitarie vitali e sviluppa quelle metaboliche.«Eppure l'Italia detiene il triste primato, insieme alla Cina, sull'incidenza del parto cesareo: la media del Paese è del 38%, in Campania si arriva anche al 55/60% e la Puglia si attesta al 45%» continua l’esperto.

Secondo il professor Miniello, non solo neonati e bambini possono avere delle disbiosi intestinali, ma anche bimbi più grandicelli e tutti gli adulti sotto stress. Esiste infatti un asse intestino cervello che fa sì che qualunque situazione stressante e difficile a livello psicologico abbia delle ricadute sensibili sulla composizione del microbiota intestinale. «Il 90% della serotonina, l'ormone del buon umore viene prodotto dall'intestino e regolato dal microbiota intestinale: ecco perché una disbiosi può determinare un'alterazione del carattere e del comportamento» continua Miniello.

«Per risolvere i problemi di squilibrio microbico intestinale dei bambini si può fare ricorso ai biomodulatori che possono essere di quattro tipi: probiotici, prebiotici, simbiotici e postbiotici. L'importante è chiedere sempre al pediatra che saprà consigliarne uno che abbia funzioni immunomodulanti favorevoli» continua l’esperto.

Il microbiota intestinale, del resto, è un organo fragile che facilmente si altera anche per un’alimentazione sbagliata o per il consumo, spesso sconsiderato, di antibiotici. «Il nostro organismo, ad esempio,  non è fatto per consumare ogni giorno proteine animali ma per seguire una dieta ricca di carboidrati, legumi e cereali» continua Miniello. «Soprattutto gli adolescenti che preferiscono sicuramente un hamburger con gli amici piuttosto che la pasta e ceci della mamma rischiano una disbiosi intestinale con tutti i disturbi che ne conseguono».



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SIPPS

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