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Il modo giusto per non sprecare cibo.

Viva la doggy bag

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Pubblicato il: 29-09-2020


Viva la doggy bag © istock

Sanihelp.it - Il 29 settembre si celebra la prima Giornata Internazionale della consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari indetta dall’Assemblea delle Nazioni Unite, l’occasione giusta per riflettere sull’enorme quantitativo di cibo che ogni anno viene buttato, circa 1,3 miliardi di tonnellate pari a  un terzo del cibo del mondo, quattro volte la quantità di alimenti sufficienti a sfamare le quasi ottocentomila persone denutrite del pianeta.

La giornata della consapevolezza porta a riflettere sul fatto che sono i piccoli comportamenti di ogni giorno a fare la differenza. Come ad esempio la buona abitudine della doggy bag che, secondo i dati di Coldiretti, è condivisa da circa il 34% degli italiani.

In sostanza un italiano su tre esce dal ristorante portandosi via il cibo avanzato evitando così che venga buttato. Dall’analisi di Coldiretti emerge però che il 18% lo fa raramente e il 14% ritiene invece che sia una pratica maleducata e quindi da non adottare.

Il 21% degli italiani non lascia per abitudine nessun avanzo e tutti gli altri non si portano via nulla perché non sanno che farsene. Eppure con quello che si porta a casa dal ristorante con un po’ di fantasia e di abilità in cucina spesso si riesce a risolvere almeno un altro pasto.

Chiedere di portare a casa il cibo avanzato è un’abitudine molto diffusa in altri paesi dove la doggy bag è pratica consolidata persino tra i vip. In Italia rimangono ancora molte remote ed è per questo che molti ristoratori, sensibili al tema dello spreco alimentare, si stanno attrezzando con contenitori, vaschette e confezioni apposite che permettano di offrire ai clienti, con discrezione, quello che è avanzato.

La doggy bag dovrebbe sempre più rientrare nell’elenco dei comportamenti virtuosi che un italiano su due ha deciso di adottare per ridurre gli sprechi alimentari a fianco di altre strategie utili come rielaborare gli avanzi in cucina, prestare attenzione alle date di scadenza, fare la spesa a km zero per avere a disposizione prodotti freschi che durano di più. 

In ogni caso, nonostante la situazione sia in lieve miglioramento, lo spreco alimentare nelle case degli italiani raggiunge i 36 chili di cibo ogni anno a testa crescendo soprattutto in estate quando per via del caldo è più facile che molti prodotti si deteriorino.

Agli sprechi domestici, che secondo la Coldiretti rappresentano il 54% del totale, vanno aggiunti quella della ristorazione, il 21%, della distribuzione commerciale, il 15%, dell’agricoltura, l’8%, e della trasformazione, il 2%; per un totale di 16 miliardi l’anno buttati via.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Coldiretti

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