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Un percorso senologico per tutelare la salute femminile

Tumore al seno, l'importanza della prevenzione

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Pubblicato il: 05-10-2020


Tumore al seno, l'importanza della prevenzione © istock

Sanihelp.it - Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione dei tumori femminili. «Il carcinoma alla mammella rimane purtroppo uno dei più diffusi con un’incidenza che si stima sia di una donna su dieci» spiega la dottoressa Laura La Barbera, specialista in radiologia all’Ospedale San Carlo di Nancy, responsabile della prevenzione e della diagnosi per il percorso senologico che GVM Care&Research ha ideato a Roma coinvolgendo l’Ospedale San Carlo di Nancy e Villa Tiberia Hospital.

La mortalità fortunatamente si va abbassando proprio grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce: riuscire a individuare il tumore mammario nel momento in cui è ancora trattabile aumenta infatti le chance di guarigione.

«Quando si parla di prevenzione ci si riferisce in prima battuta alla mammografia e all’ecografia, accompagnate da un esame clinico» spiega l’esperta. «L’ecografia si può eseguire anche nelle pazienti molto giovani e fino ai 39 anni, salvo in pazienti ad alto rischio, mentre si passa alla mammografia, eseguita di norma una volta l’anno, a partire dai 40 anni di età».

Fondamentale ai fini della prevenzione disporre di strumentazioni diagnostiche all’avanguardia. «E’ il caso di un mammografo di ultima generazione molto performante che utilizza basse dosi di radiazioni ed effettua immagini in 3D in grado di individuare in una maggiore percentuale di casi, rispetto alla mammografia tradizionale, i piccoli tumori della mammella, anche in un seno con alta densità ghiandolare tipico dell'età giovane» spiega l’esperta.

«Di grande aiuto può essere anche un ecografo con sonda matrice alla quale è stata aggiunta una tecnologia elastosonografica, metodica che consente di misurare con una scala colore l’elasticità del tessuto evidenziando eventuali formazioni tumorali che sono caratterizzate da una ridotta elasticità tissutale» continua la dottoressa La Barbera.

Conclude l’approccio diagnostico la risonanza magnetica della mammella, utile in fase di valutazione preoperatoria in caso di tumore accertato, per la risoluzione di dubbi diagnostici o in presenza di lesioni sospette e anche come integrazione diagnostica nel caso di una mammella molto densa in pazienti con familiarità a tumore mammario.

«Tra gli strumenti a disposizione del percorso senologico dell’Ospedale San Carlo di Nancy c’è inoltre la CESM Contrast Enhanced Spectral Mammography, una mammografia d’avanguardia con mezzo di contrasto iodato che rappresenta l’alternativa per le pazienti con controindicazione alla risonanza magnetica come ad esempio donne che soffrono di claustrofobia, hanno distorsioni della colonna che non consentono di entrare nel macchinario per la risonanza magnetica o sono portatrici di pacemaker» continua l’esperta.

La CESM è preziosa anche per risolvere eventuali dubbi su lesioni non chiare agli esami di base e può essere utilizzata anche nella programmazione dell’intervento chirurgico perché permette di individuare l’esatta diffusione del tumore nella ghiandola mammaria e l’individuazione di altri focolai.



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