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Meno baci per colpa della Covid-19

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Pubblicato il: 13-10-2020

La Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica ha esplorato il modo in cui la pandemia e la quarantena hanno influenzato la vita sessuale degli Italiani.


Meno baci per colpa della Covid-19 © iStock

Sanihelp.itLa pandemia ha cambiato in parte le abitudini in coppia. È quanto emerge dal sondaggio che annualmente la Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) svolge in occasione della Settimana del Benessere Sessuale (dal 5 al 10 ottobre) e che quest’anno ha indagato i comportamenti e le tendenze in relazione alla pandemia e i risvolti sessuologici della quarantena. Al questionario online hanno risposto 355 persone, il 27% di sesso maschile e il 73% di sesso femminile.

«Scopo di questa indagine – spiega Salvo Caruso, presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS), ginecologo e associato dell’Università di Catania - è stato quello di comprendere meglio le relazioni di coppia e le attitudini sessuali dei soggetti adulti durante la pandemia. Tra gli obiettivi preposti vi era quello di comprendere meglio in che modo gli individui percepiscono tali cambiamenti e come reagiscono nei contesti di emergenza, allo scopo di poter pianificare strategie di supporto e offrire maggiore assistenza per eventi simili in futuro».

La paura del virus ha influenzato il più classico dei gesti d’amore: il bacio. In base alle risposte dei partecipanti, si registra una diminuzione dei baci con scambio di saliva tra partner. L’88% degli intervistati dichiara comunque di non aver interrotto l’attività sessuale a fronte del 12% che ha smesso di avere rapporti. In media, il grado di soddisfazione sulla propria sessualità è di 3,4 in una scala da uno a sette. Dai dati si registra l’idea che l’impegno per far andare avanti una relazione, la comunicazione tra i partner ed anche la conoscenza reciproca siano gli elementi più importanti per avere una vita sessuale soddisfacente. «Il fatto di avere dei problemi sessuali non denota di per sé una scarsa compatibilità tra i partner» – sottolinea Caruso. «Queste considerazioni appaiono una nota positiva poiché sembrerebbe che lavorando sulla coppia attraverso la comunicazione e la condivisione anche degli interessi sessuali si potrebbe risollevare il problema ed accrescere quindi la complicità e di conseguenza anche la soddisfazione sessuale tra i partner».

Com’era la vita amorosa e sessuale prima dell’inizio della pandemia? Non tanto diversa a giudicare dalle risposte anche se tra i dati di peggioramento, la percentuale maggiore la ritroviamo in relazione alla vita sessuale. Sono stati poi indagati i comportamenti erotici messi in atto dall’inizio della pandemia: sul totale, l’uso del materiale pornografico appare lo stimolo prevalente ma si registrano anche comportamenti più esplorativi, propositivi, di novità perché per esempio il 18% ha messo in atto fantasie, l’11% ha provato una nuova posizione, il 18% ha cercato informazioni sulla salute sessuale su Google e il 7% ha fatto telefonate sessuali.

La pandemia sembra abbia inciso leggermente sulla capacità di raggiungere l’orgasmo: prima il 17% aveva difficoltà, dopo la percentuale è salita al 22%. «Avere più tempo per scoprirsi e scoprire probabilmente ha influito sull’esperienza orgasmica», commenta il professor Caruso. È stato chiesto infine di esprimere il proprio grado di accordo o disaccordo a delle affermazioni riguardanti alcune limitazioni circa l’attività sessuale per eliminare o ridurre il rischio del contagio. L’espressione «è preferibile avere rapporti sessuali sempre protetti per evitare la diffusione del virus» raccoglie più consensi (3,5 in una scala da 1 a 4), seguita da «Bisogna eliminare lo scambio di saliva durante i rapporti sessuali» e da «La paura del contagio riduce il tuo stato di eccitazione sessuale».



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