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Salute e animali

La displasia dell'anca nel cane

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Pubblicato il: 06-10-2020

Rappresenta la più frequente causa di zoppia e colpisce prevalentemente i molossoidi


La displasia dell'anca nel cane © iStock

Sanihelp.it - Questa malattia colpisce l’articolazione coxo-femorale (bacino), prevalentemente delle razze di taglia grande e dei loro incroci.

Nei cani giovani si manifesta con difficoltà ad alzarsi dal riposo, zoppia intermittente o continua con uno o entrambi gli arti posteriori, rifiuto dell’esercizio fisico, mentre nei cani adulti, oltre alla tipica sintomatologia, si manifestano anche gli effetti degenerativi dell’artrosi, con dolori, ipotrofia della muscolatura pelvica e degli arti posteriori, andatura ondeggiante.

Le cause possono essere diverse: ereditarietà, ambiente e alimentazione.

Per la prevenzione, evitare l’eccessivo affaticamento fisico e il sovrappeso, in quanto l’eccessivo peso corporeo può gravare sulle articolazioni. Anche l’attività fisica in acqua è importante in quanto consente lo sviluppo della muscolatura senza sollecitare le articolazioni.

La diagnosi, oltre che sulla sintomatologia, si basa su lastre che vengono eseguite con il cane in anestesia generale o in sedazione profonda.

La displasia dell’anca viene classificata con lettere, a partire dalla A che rappresenta la normalità, fino alla E:

Grado A: normale, nessun segno di displasia

Grado B: articolazioni quasi normali

Grado C: displasia di grado lieve
Grado D; displasia di grado medio
Grado E: displasia grave

Qualora il nostro cane risultasse affetto da displasia, bisogna mettere in atto una terapia conservativa e una terapia chirurgica. La prima consiste in restrizioni dietetiche per il controllo del peso, riposo, esercizio fisico moderato, fisioterapia e somministrazione di farmaci antinfiammatori per ridurre il dolore e l’infiammazione. Si trovano in commercio anche integratori a base di condroprotettori, contenenti glucosamina, condroitina, MSM (metilsulfonilmetano), collagene e altri principi attivi che aiutano a mantenere la funzionalità dei tessuti sottoposti a continue sollecitazioni.

La terapia chirurgica, a seconda delle necessità, può consistere in interventi ricostruttivi, palliativi e sostitutivi.



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