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I consigli dell'esperta nel mese della prevenzione.

Tumore al seno e ciclo, cosa è bene sapere

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Pubblicato il: 19-10-2020


Tumore al seno e ciclo, cosa è bene sapere © istock

Sanihelp.it - Nel mese di ottobre l’attenzione è puntata sul tumore al seno, sulla prevenzione innanzitutto ma anche su una corretta informazione, indispensabile perché le donne acquisiscano consapevolezza e sicurezza.

Tanti i dubbi, tante le preoccupazioni alle quali Intimina ha cercato di rispondere offrendo il supporto della ginecologa Shree Datta che affronta il tema degli effetti della chemioterapia sul ciclo mestruale delle donne sottoposte a trattamento per il tumore al seno.

La prima domanda delle donne è relativa alla fertilità: si possono avere figli dopo la chemioterapia? Sicuramente per uccidere le cellule tumorali, la chemio può influenzare anche altre cellule come quelle delle ovaie e può causare irregolarità mestruali. Questo può essere temporaneo o permanente e provocare sintomi della menopausa. 

Il cancro al seno in fase iniziale può non influenzare i cicli. Sono molte variabili che possono provocare uno stop delle mestruazioni e questo spiega l'ampia oscillazione che varia dal 20 al 70% delle donne con cancro al seno: dipende dall'età, dai farmaci utilizzati, dalla dose somministrata. La buona notizia è che se una donna fertile ha ancora il ciclo durante la chemioterapia, c'è ancora la possibilità che possa rimanere incinta.

Sono tanti i motivi per cui è difficile sapere quando il ciclo può tornare alla normalità. Dipende dal regime terapeutico utilizzato, dalla dose somministrata, dalla durata del trattamento e dall'età della donna.Alcuni studi suggeriscono che le mestruazioni hanno maggiori probabilità di ripresentarsi nelle donne più giovani, sotto i 40 anni, ma potrebbe non essere sempre così. In molti casi, le mestruazioni possono ripresentarsi entro pochi mesi o fino a un anno, ma di nuovo possono ripresentarsi prima nelle donne più giovani.

I cicli mestruali si fermano nel 20-70% delle donne con cancro al seno, ma il dato può essere inferiore al 5% nelle donne di età sotto ai 30 anni e fino al 50% nelle donne di età compresa tra 36 e 40 anni. Alcune miscele di chemioterapia hanno un rischio maggiore di interrompere il ciclo, quindi vale la pena discuterne in anticipo con l’oncologo. Occorre poi tener presente che anche se le mestruazioni ritornano, c'è la possibilità che siano irregolari e questo potrebbe essere un dato significativo sulla fertilità: meglio consultare subito un ginecologo.

E’ importante discutere con chiarezza il tema della fertilità con l’oncologo e con il ginecologo anche al fine di considerare il congelamento degli ovociti. Occorre quindi monitorare con attenzione il ciclo mestruale durante la chemioterapia tenendo presente che se si interrompe potrebbero verificarsi sintomi della menopausa come vampate di calore e sudorazione notturna che di per sé possono giustificare un ulteriore trattamento.

Se si ha il ciclo durante la chemioterapia, è possibile restare incinte. E’ importante quindi valutare che contraccettivo usare: il preservativo, il diaframma o la spirale possono essere l'opzione più adatta. Il Royal College of Obstetricians and Gynecologists generalmente consiglia di aspettare almeno due anni dopo il trattamento del cancro al seno prima di cercare una gravidanza, a causa del rischio di ricaduta. Sono comunque molte le donne che riescono ad avere una gravidanza a termine dopo il trattamento.



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Intimina

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