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Rosacea, l'importanza di affidarsi al dermatologo

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Pubblicato il: 15-10-2020


Rosacea, l'importanza di affidarsi al dermatologo © istock

Sanihelp.it - Non è solo un problema di pelle. La rosacea è una malattia cronica che colpisce circa 415 milioni di persone in tutto il mondo, uomini e donne indifferentemente, e che si manifesta con arrossamenti più o meno diffusi e con la comparsa di papule o pustole soprattutto nella parte centrale del viso, naso e guance. Un quadro complesso capace in molti casi di suscitare imbarazzo e ansia, con risvolti negativi sulla vita sociale.

La nuova campagna «Faccia a faccia con la rosacea» promossa da Galderma ha l’obiettivo di sensibilizzare le persone che soffrono di questo disturbo a non arrendersi e a dialogare con il dermatologo per trovare la soluzione personalizzata alle proprie necessità.  

E’ fondamentale infatti che le persone con rosacea discutano apertamente dell’impatto che questa malattia cronica ha sulla loro vita sia dal punto di vista fisico che emotivo in modo che lo specialista possa indicare il percorso di cura più adeguato che nella maggior parte dei casi è di lunga durata.

La campagna è indirizzata anche a chi non ha ancora una diagnosi ma soffre di sintomi iniziali che possono essere riconducibili alla rosacea, come un arrossamento temporaneo del viso, per trovare una prima risposta ai propri dubbi. Un arrossamento infatti, anche se transitorio, può essere un segno da non sottovalutare perché può nascondere un problema più serio che, se trascurato, può aggravarsi diventando persistente.

Secondo i dati di una indagine internazionale, promossa da Galderma e condotta su oltre 700 pazienti con rosacea e 500 medici, spesso nel corso della visita gli specialisti tendono a dare maggiormente peso ai sintomi visibili della malattia piuttosto che a quelli invisibili come pizzicore e bruciore del viso spesso correlati in genere a stress emotivo.

Questo atteggiamento determina una insoddisfazione di chi soffre di rosacea tanto che l’82% dei soggetti intervistati ha dichiarato di non ritenere la propria malattia sotto controllo.

«È molto importante quindi che la persona esponga chiaramente al dermatologo la sintomatologia e l’impatto psicologico che ne deriva, anche se molto spesso non sono strettamente legati alla gravità dei segni cutanei» spiega il dottor Giuseppe Micali, Direttore della Sezione di Dermatologia e Venereologia, Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche dell'Università di Catania.

«Le nuove indicazioni terapeutiche raccomandano di dare sempre più importanza alle problematiche del singolo paziente e agli aspetti della malattia che vengono percepiti come più invalidanti per personalizzare il trattamento e raggiungere i risultati desiderati» continua l’esperto.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Galderma

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