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Come il covid ha cambiato la quotidianità alimentare

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Pubblicato il: 27-10-2020


Come il covid ha cambiato la quotidianità alimentare © iStock

Sanihelp.it - L’emergenza sanitaria che sta cambiando la vita delle persone a livello mondiale, sta influenzando sensibilmente le abitudini di consumo e di acquisto di beni alimentari.

A fornire un’ulteriore conferma, semmai ce ne fosse  bisogno, arrivano i risultati di un sondaggio statistico effettuato da Cortilia, primo mercato agricolo online.

Secondo il sondaggio più del 66% degli intervistati ha dichiarato di aver cambiato consuetudini relative alla spesa alimentare rispetto a prima del lockdown.

Nonostante per più della metà delle persone la frequenza della spesa alimentare sia rimasta la stessa (54%), sono cambiati i canali di acquisto. 

Se il 77% degli utenti ha risposto che prima della pandemia sceglieva il supermercato per i propri acquisti alimentari Spesso o Sempre, solo il 49% ha confermato di fare la spesa al supermercato Spesso o Sempre anche attualmente.
 

Allo stesso modo, sono significativamente variati anche i dati relativi alla spesa online, da molti sperimentata per la prima volta durante la fase più critica dell’emergenza sanitaria per l’impossibilità di uscire di casa. 

Il 54% del campione ha affermato che prima del lockdown faceva la spesa online Raramente o Mai; questa percentuale ora è scesa al 13%, mentre il 25% preferisce l’online Sempre e il 61% Spesso.
Aumenta, infine, di 5,05 punti la percentuale di chi sceglie il food delivery da ristoranti Spesso. L’emergenza, però, ha anche cambiato anche il contenuto dei carrelli, virtuali e non.

Si è consolidata, nel corso di questi mesi, l’abitudine di comprare ingredienti o preparati per realizzare in casa prodotti da forno e pasticceria; più del 28% li acquista Più spesso rispetto al passato.

Anche il segmento dell’ortofrutta è cresciuto, con il 31% dei consumatori che sostiene di acquistare Più spesso questi prodotti.

Ben il 61,4% degli intervistati ha cambiato abitudini di lavoro dopo l’emergenza sanitaria, con il 39,2% che, in una settimana tipo nel periodo attuale, svolge il proprio lavoro in parte in ufficio e in parte a casa, contro un 30% sempre operativo dalla sede di lavoro e il 30,8% sempre da casa.

In questo contesto, inevitabilmente anche le tendenze di consumo alimentare fuori casa sono variate.
 

Una buona parte degli utenti ha confermato di mangiare fuori casa Meno spesso rispetto a prima del lockdown, soprattutto nel caso del pranzo (66,43%) e della cena (68,36%). 

Mangiare fuori casa è percepito come Meno sicuro dal 72,4% dei clienti coinvolti e non è compensato dall’organizzazione di cene con ospiti in casa: il 64% ha dichiarato di invitare gli amici a cena Meno spesso di prima.

Significativo il dato sul pranzo fuori casa, che nel 47,7% dei casi è consumato al bar o ristorante e per il 42,7% è portato da casa, mentre solo il 9,6% usufruisce di una mensa aziendale.

La quasi totalità di chi ha la possibilità di lavorare da remoto consuma piatti preparati in casa (94,8%).

Il nuovo contesto sociale e le nuove situazioni lavorative corrispondono per il 48,2% dei contatti a un miglioramento della qualità della propria alimentazione.

Al contempo, però il 48,2% ha dichiarato di avere una vita più sedentaria rispetto al periodo pre-Covid.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Cortilia

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