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Glutine non ti tollero, ma come lo scopro?

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Pubblicato il: 03-11-2020


Glutine non ti tollero, ma come lo scopro? © iStock

Sanihelp.it - Sospettare di non tollerare il glutine, pensare che molta della propria sintomatologia post prandiale dipenda da un’intolleranza e avere difficoltà nello scoprirlo.

In un momento storico particolare come quello che stiamo vivendo, anche chiarire la natura dei propri disturbi sta diventando un’impresa.

Ecco perché Schär, azienda leader nella produzione dei prodotti gluten free, ha dato l’avvio alla campagna di sensibilizzazione 2020.

Un progetto ideato per aumentare la sensibilità nella popolazione sui temi legati al glutine.

L’iniziativa di quest’anno si rivolge in particolare alle persone che presentano uno o più sintomi che possono essere ricondotti a disturbi correlati al glutine come gonfiore, mal di pancia, diarrea, cefalea, ma non si sono ancora sottoposte ad una diagnosi medica.

La campagna prevede la divulgazione di un video informativo sulla celiachia, la distribuzione di materiali informativi negli ambulatori medici, al fine di divulgare una conoscenza della tematica ed aiutare ed informare in merito al percorso diagnostico; alcuni servizi di utilità importanti per chi non è ancora in possesso di una diagnosi di disturbo glutine correlato, come l’ autovalutazione dei sintomi ed i live streaming con gli esperti nonché la divulgazione delle testimonianze reali di persone che convivono ogni giorno e positivamente con la celiachia o la sensibilità al glutine.    

La celiachia è una malattia autoimmune di cui soffrefino all’1% della popolazione, che viene provocata dal glutine, una proteina collante e che si può presentare a qualsiasi età. 

Il consumo di cereali contenenti glutine, come il frumento, segale, farro e e orzo determina un’infiammazione dell’intestino tenue.            

Se sussiste il sospetto di celiachia, viene eseguito innanzitutto un  esame del sangue per verificare la presenza dei cosiddetti anticorpi anti-transglutaminasi (Anti tTG) della classe IgA, nonché la concentrazione di IgA complessiva nel siero. Altrettanto significativo, ma meno utilizzato, è l’esame per gli anticorpi anti-endomisio (EMA).

Se si riscontrano degli anticorpi, la certezza viene data da una successiva biopsia dell’intestino tenue.

La biopsia intestinale rimane un esame necessario per la diagnosi di celiachia solo in età adulta.

In Italia, nel 2018, il numero di celiaci ha raggiunto i 214.239 soggetti con un incremento di

7.500 diagnosi rispetto all’anno precedente. Tuttavia si ritiene ci sia un ampio bacino di soggetti a cui ad oggi non è ancora stata diagnosticata la celiachia; molte altre persone ignorano di essere affette da sensibilità al glutine non celiaca  e da altre problematiche connesse al consumo di alimenti con glutine.



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