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Una carenza da non sottovalutare.

Inverno e semi-lockdown, attenzione alla vitamina C

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Pubblicato il: 11-11-2020


Inverno e semi-lockdown, attenzione alla vitamina C © istock

Sanihelp.itMantiene salde le ossa ma non solo. La vitamina D è una sostanza indispensabile per il buon funzionamento dell’organismo. Sempre e in modo particolare durante la stagione fredda.

E’ stato provato infatti che una carenza di vitamina D si associa non solo a una maggior incidenza di malattie neurovegetative ma anche a un indebolimento del sistema di difese dell’organismo.

Con la brutta stagione quando la possibilità di ammalarsi cresce, incorrere in una carenza di vitamina D è particolarmente pericoloso per l’organismo in quanto alza il rischio di ammalarsi.

Senza dimenticare che scarsi livelli di vitamina D, oltre ad essere pericolosi nelle donne in menopausa perché aumentano l’incidenza dell’osteoporosi, possono determinare la comparsa di dolori, affaticamento muscolare, disturbi dell’umore.

«La vitamina D aiuta il corpo ad assorbire il calcio proveniente dai cibi e agisce nei processi di rimodellamento osseo» spiega la dottoressa Giovanna Geri, farmacista, nutrizionista e co-fondatrice della startup Vitamina. «Il colecalciferolo, questo il nome proprio della vitamina D, inoltre, agisce sul sistema immunitario con funzione modulatoria e nelle malattie autoimmuni aiuta a regolare la risposta delle difese immunitarie che si riversano contro tessuti, organi e cellule dell’organismo stesso».

Solo un terzo del fabbisogno giornaliero di vitamina D proviene dall’alimentazione. Ricchi di questa preziosa vitamina D sono i pesci grassi come il salmone, il tonno, gli sgombri, le acciughe, il tuorlo dell’uovo, alcuni formaggi stagionati e alcuni cibi come i cereali per la prima colazione che spesso vengono arricchiti con vitamina D.

«La restante quota di vitamina D necessaria all’organismo si forma per effetto dei raggi ultravioletti e quindi grazie all’esposizione solare» spiega l’esperta.

Servono circa venti minuti di sole quotidiano esponendo volto, décolleté, braccia e gambe, cosa difficile da realizzare nella stagione invernale e per di più di questi tempi per via del lockdown e dell’incentivazione allo smart working che costringe a lunghe ore al chiuso.

La soluzione migliore per non incorrere in carenze di vitamina D rimane quella dell’integrazione. «La quota da assumere in autunno e in inverno è di 400 UI giornaliere: molte persone però sono carenti di vitamina D già in partenza e in questo caso è opportuno fare cicli con dosi più sostanziose, da 1000 a 2000UI al giorno, in modo da colmare il deficit velocemente» conclude la dottoressa Geri.



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