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Strategie anti-ritenzione.

Smart working? Attenzione a non gonfiarti

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Pubblicato il: 12-11-2020


Smart working? Attenzione a non gonfiarti © istock

Sanihelp.it - La casa che con lo smart working ormai è diventata un ufficio, gli spostamenti che si riducono e le ore sedentarie che crescono. Il rischio è non solo quello di mettere su peso ma anche di accumulare liquidi andando incontro a ritenzione di tossine, gonfiore e pesantezza soprattutto alle gambe.

Questi i consigli di Treatwell, portale per la prenotazione di trattamenti di bellezza e di benessere online, per arginare i danni di una vita sedentaria. Innanzitutto quando non si può fare a meno di stare sedute molte e molte ore al giorno, è importante farlo nel modo più corretto possibile. Innanzitutto le spalle devono essere ben diritte perché non insorgano fastidi e dolori ma attenzione anche a non accavallare le gambe.

Almeno ogni ora è importante alzarsi dalla sedia per qualche minuto, passeggiare per la stanza, salire e scendere sulla punta dei piedi per una decina di volta in modo da riattivare la circolazione che rallenta da sedute.

Anche da ferme comunque si può dare facilmente una spintarella alla circolazione. Basta, quando ci si stende a letto o sul divano, tenere i piedi leggermente sollevati grazie all’aiuto di un cuscino mentre quando si è sulla sedia si può sollevare prima una gamba e poi l’altra e roteare il piede indentro e in fuori per una decina di volte.

Anche l’outfit conta quando si tratta di ritenzione idrica. Meglio evitare gli abiti troppo aderenti, che rischiano di compromettere la circolazione: via libera allora a tute e indumenti comodi, ma attenzione alle scarpe (o alle ciabatte) che non devono essere rasoterra ma con un po’ di sostegno per attivare, quando ci muove per la stanza, la pompa plantare che spinge il sangue dalle caviglie verso il cuore evitando ristagni.

A seconda della morfologia di ogni fisico, la ritenzione può interessare zone diverse del corpo, ma generalmente si concentra sui glutei, le braccia, l’addome ma soprattutto gambe. Per aiutare a sgonfiarle, Emanuela Senia, responsabile del salone Beauty Lab Wellness Solution, suggerisce di far fare ginnastica ai capillari attraverso la rapida alternanza di caldo che vasodilata e freddo che vasocostringe.

Chi ha la vasca può far stare in ammollo per una decina di minuti nell’acqua tiepida a cui sono state aggiunte cinque o sei manciate di sale grosso da cucina che ha un’azione drenante e antinfiammatoria. Finito il bagno, mentre si svuota la vasca, si può indirizzare sulle gambe l’acqua del doccino, aprendola prima a temperatura tiepido-calda e raffreddandola a mano a mano che la si passa sulle gambe.

Si consiglia di partire dai piedi e risalire con il getto fino all’inguine oppure di soffermarsi dietro le ginocchia, nel cavo popliteo.Chi non ha la vasca, al termine della doccia, può comunque rinfrescare le gambe con il getto freddo del doccino.

Anche gli scrub, che in genere contengono sali e olii essenziali, possono essere un formidabile alleato del benessere. Eseguiti con regolarità, all’incirca ogni quindici giorni, aiutano a pulire la pelle e, grazie al massaggio durante l’applicazione, favoriscono la detossinazione profonda aiutando a contrastare non solo le ruvidità ma anche la ritenzione.



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