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Asma e vitamina D

Carenza di vitamina D, un problema per il bebè

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Pubblicato il: 24-11-2020

Un insufficiente livello di vitamina D in gravidanza può favorire lo sviluppo dell'asma nei bambini


Carenza di vitamina D, un problema per il bebè © istock

Sanihelp.it - Sono tante le ragioni che possono portare un bambino a sviluppare l’asma. «Uno studio recente ha dimostrato che tanto nascere da una madre affetta da asma, quanto nascere da una madre che presenta una carenza di vitamina D durante la gestazione, rappresentino per il nascituro due fattori di rischio di sviluppare asma negli anni successivi» spiega il dottor Francesco Vierucci, pediatra della Struttura complessa di Pediatria dell’Ospedale San Luca di Lucca.

«Si è visto per contro che i bambini nati da madri che hanno mantenuto tutta la gravidanza una condizione di sufficienza di vitamina D presentano un minor rischio di sviluppare asma sia a tre anni che a sei anni. Se ne deduce che la profilassi con vitamina D nelle gestanti è una vera e propria prevenzione primaria dell’asma molto importante».

Insufficienti livelli di varie vitamine in gravidanza possono portare a un’ampia serie di problemi, sia per la mamma che per il nascituro. «Recenti studi hanno suggerito ad esempio che riscontrare una carenza di vitamina D nella gestante possa essere inteso come un marker di cattiva prognosi della gravidanza stessa» spiega ancora Vierucci.

«La madre può andare incontro infatti a complicazioni come il diabete gestazionale, la nascita di un bambino di basso peso o anche pretermine» continua l’esperto. «Bisogna tener presente poi che lo stato vitaminico del neonato è completamente dipendente e proporzionale a quello della mamma: da questo se ne deduce che una madre carente di vitamina D partorirà un bambino carente di questa vitamina fondamentale per la crescita. E questo può dare problemi sia nei primi momenti di vita fino ad influenzare negativamente tutti i processi dell’acquisizione della massa ossea».

Lo stesso succede per quanto riguarda l’allattamento. «Anche in questo caso la vitamina D serve per la promozione della salute ossea» spiega l’esperto. «Se la futura mamma non ha uno stato vitaminico adeguato è a rischio di una riduzione di massa ossea che non può recuperare».

«Nella fase dell’allattamento il ruolo della vitamina D è duplice perché la profilassi deve essere somministrata alla madre, per la sua salute, ma anche direttamente al lattante: tutti i bambini, indipendentemente dal tipo di allattamento, devono ricevere la vitamina D per la loro salute immediata e futura» conclude il pediatra.



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