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Spese on-line, i consigli per non sbagliare

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Pubblicato il: 24-11-2020


Spese on-line, i consigli per non sbagliare © istock

Sanihelp.it - La colpa è ovviamente della pandemia. Sta di fatto che nel 2020 che si sta per chiudere il commercio elettronico è salito del 29,2%. E con la crescita delle vendite cresce anche il rischio di incappare in truffe soprattutto ora che arrivano Black Friday e feste di Natale.

Se i rischi ci sono per tutti i tipi di prodotti crescono quando si tratta di alimentari dove è alta la possibilità di incappare in prodotti di bassa qualità o addirittura contraffatti che possono mettere in pericolo la salute.

Secondo il rapporto dell’Istituto per la tutela della qualità e repressione frodi, nei quattro mesi della prima ondata dell’emergenza Covid sono stati ben 558 gli interventi per la rimozione di inserzioni irregolari di prodotti alimentari su vari siti di e-commerce.

Tra i prodotti più taroccati, come sottolinea la Coldiretti, c’è l’olio di oliva extravergine che ha il 45% dei casi di irregolarità ma sotto attacco ci sono anche i formaggi più prestigiosi come il Parmigiano Reggiano e il gorgonzola, i salumi dalla soppressata al capocollo, dalla salsiccia alla pancetta di Calabria fino al prosciutto toscano e anche i vini a partire dal Prosecco.

Le contraffazioni riguardano anche i prodotti tutelati a livello comunitario come quelli biologici o a denominazione di origine Dop/Igp per i quali l’Italia detiene il primato a livello europeo con ben 305 riconoscimenti.

Sul web tra le falsificazioni spiccano anche i cosiddetti kit per produrre formaggi e vini italiani: i cheese-kit e i wine-kit. I primi sono confezioni contenenti tutto il necessario per ottenere una mozzarella in 30 minuti o altri formaggi italiani in due mesi.

Il wine-kit invece è lo strumento utilizzato per la preparazione di vino: consiste in un preparato solubile in polvere che, stante a quanto dichiarato sulla confezione, permetterebbe di riprodurre i più noti vini italiani come il Brunello o il Barolo. Il problema è anche normativo: in alcuni paesi la vendita dei kit è illegale, in altri non lo è.

Il primo consiglio è quello di verificare l’identità del venditore on line privilegiando chi ha un legame diretto con la terra ma anche di assicurarsi che il prodotto in vendita sia realmente tipico della zona da cui proviene, magari stando attenti che il nome del prodotto non sia storpiato come spesso accade quando ci si trova davanti delle imitazioni delle più note specialità Made in Italy.

Sulle immagini dei prodotti vanno cercate, se possibile, le indicazioni in etichetta relative all’origine. I prodotti a denominazione di origine (Dop e Igp) devono avere ben evidente il logo che li contraddistingue.

In caso di prodotto venduto come biologico, occorre anche qui controllare che riporti in etichetta il logo europeo che certifica che la produzione sia stata effettuata con metodi bio. Ma bisogna pure diffidare dei prezzi troppo bassi per prodotti agroalimentari di particolare pregio.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Coldiretti

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