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Salute e animali

Una malattia rara, ma temibile: il tetano nel cane

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Pubblicato il: 01-12-2020

Non è frequente nel cane e lo è ancora meno nel gatto, ma fa molta paura


Una malattia rara, ma temibile: il tetano nel cane © iStock

Sanihelp.itIl tetano è una patologia neurotossica acuta, non contagiosa, che può colpire gli animali domestici e anche l’uomo.

La causa sono le spore del Clostridium tetani, batterio gram positivo presente normalmente nell’intestino di erbivori, soprattutto cavalli e pecore, e dell’uomo, e in questo stato non dà alcun sintomo di tipo patologico. Il problema si crea quando il batterio colonizza una ferita aperta dovuta per esempio a un morso, una frattura, un graffio. Il batterio sopravvive in condizioni di mancanza d’ossigeno, cosa che fa si che le ferite sporche e contaminate siano il luogo ideale per la sua proliferazione. I bacilli producono una potente tossina, la tetanospasmina, che penetra nelle cellule del sistema nervoso causando la sintomatologia tipica del tetano.

Le spore possono sopravvivere moltissimo nell’ambiente.
i primi sintomi possono essere localizzati nella zona della ferita, a livello muscolare. A questo livello l’infezione si può risolvere spontaneamente, cosa che accade di rado, o evolvere in forma generalizzata. Compaiono sintomi quali irrequietezza, contrattura dolorosa dei muscoli masticatori (trisma), orecchie erette con contrazione dei muscoli frontali, rigidità della nuca, coda dritta, respiro superficiale e frequente, contrazioni della muscolatura. Il cane non perde mai i sensi, è sempre vigile, ma non riesce a nutrirsi e a bere. Nell’arco di alcuni giorni sopraggiunge la morte legata alla paralisi del diaframma e dei muscoli respiratori.

Il tetano ha una mortalità di circa il 50%.

Nel caso degli umani esistono delle immunoglobuline specifiche e la vaccinazione antitetanica, che per i cani è invece introvabile (fuori produzione).

Per quanto riguarda la terapia, non esistendone una specifica, sarà di tipo sintomatico

La prima cosa da fare è lavare la ferita e rimuovere il tessuto necrotico con acqua ossigenata, ricordando che il batterio vive bene senza ossigeno.

Il veterinario valuterà l’utilizzo di antibiotici, sedativi, miorilassanti e, se necessario, barbiturici, oltre alla terapia reidratante di supporto e all’alimentazione con sonda o parenterale.



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Guida terapeutica animali da compagnia - PVI

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