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Alimentazione: troppi falsi miti

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Pubblicato il: 01-12-2020

Portare in tavola cibi di buona qualità e conoscerne le reali caratteristiche nutrizionali: solo così si può aderire a una dieta sana ed equilibrata


Alimentazione: troppi falsi miti © iStock

Sanihelp.it - Durante l’edizione speciale di Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona  che si svolgerà dal 3 al 5 dicembre si punterà l’attenzione  sull’esigenza di conoscere le reali proprietà nutrizionali degli alimenti e sulla sicurezza alimentare.

I controlli che vengono effettuati su tutta la filiera alimentare garantiscono che i prodotti che arrivano sulle nostre tavole sono sicuri per la salute.

Il sistema di controllo garantito in Italia dalla normativa vigente, garantisce un elevato livello di qualità e di sicurezza per il consumatore.

Per dire di poter godere di una dieta sana, però, oltre alla sicurezza alimentare è necessario focalizzarsi sull’adeguata conoscenza degli alimenti.

Basta pensare a uno degli alimenti cardine della Dieta Mediterranea ovvero la pasta: quanti falsi miti la coinvolgono?

«È  sempre più diffusa l’opinione che la pasta faccia ingrassare e sia parte del dilagante problema di sovrappeso ed obesità; in un sondaggio di Nielsen si è osservato un aumento del 20 % di persone che ritengono la pasta nemica della propria linea nel solo periodo 2008-2012. In realtà la pasta è composta da amidi che in seguito a alla cottura mostrano un basso indice glicemico,  la revisione Cochrane sull’impiego di carboidrati a basso indice-carico glicemico in diete dimagranti ha mostrato un vantaggio nella perdita di peso quando vendono utilizzate diete a basso indice-carico glicemico. Il carico glicemico è il prodotto della quantità di carboidrati presente nella porzione per il rispettivo indice glicemico, dunque la moderazione nelle porzioni rimane un aspetto importante» chiarisce Lorenzo Morelli, Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari per una filiera agro-alimentare Sostenibile -Facoltà di Scienze Agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Stesso discorso riguarda il pane e i lievitati come chiarisce ancora il professor Morelli.

I prodotti lievitati provocano gonfiore addominale? 

« Essendo esperienza comune vedere il rigonfiamento causato dalla lievitazione delle farine, si è portati a credere che il fastidioso gonfiore addominale possa essere causato dai lieviti. In molti ritengono di essere diventati intolleranti ai lieviti ma in letteratura scientifica non si trova riscontro dell’esistenza di una intolleranza o allergia alimentare verso il lievito comunemente utilizzato nei prodotti da forno.  Le comuni temperature utilizzate per i prodotti da forno sono di 200 gradi circa, Saccharomices Cervisae  muore se esposto a temperature maggiori di 100 gradi. Al contrario il Saccharomices Cervisae viene utilizzato come integratore per le sue proprietà probiotiche proprio per ridurre i sintomi in soggetti affetti da sindrome del colon irritabile».

E per chiudere il discorso sui falsi miti che circondano gli alimenti più rappresentativi della Dieta Mediterranea ovvero pane e pasta arriva, in conclusione  la riflessione del professor Morelli sui cibi gluten free: «È opinione diffusa che il glutine possa essere nocivo anche a soggetti non celiaci o con gluten sensitivity, anche perché le diete possono essere influenzate da correnti di pensiero simili alle mode; da tempo personaggi famosi che hanno deciso di eliminare il glutine nella loro dieta e sostengono sentirsi meglio oppure di riuscire a perdere peso, creando una sorta di »moda» dietetica. Analisi sistematiche di centinaia di cibi gluten free non hanno mostrato vantaggi nutrizionali rispetto ai corrispettivi alimenti con glutine; mentre  gli alimenti gluten free mostrano una minore tenore proteico,  ed un costo maggiore del 200% o più. Peraltro in soggetti celiaci che seguono scrupolosamente la dieta a-glutinata incrementa la prevalenza di sovrappeso ed obesità, fenomeno di cui si stanno indagando le cause. Recenti studi scientifici hanno evidenziato una modifica indesiderata della flora batterica intestinale, in cui le specie batteriche più utili alla salute dell’intestino risultano diminuite in soggetti a dieta gluten free; probabilmente questo è dovuto alla presenza nel grano di fibre ad azione prebiotica come l’oligofruttosio e l’inulina».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona

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