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Disturbi del comportamento alimentare in aumento

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Pubblicato il: 09-12-2020

Disturbi del comportamento alimentare in aumento © iStock

Sanihelp.it - Il cibo sempre più non viene visto solo come un mezzo di sostentamento, ma come un mezzo per sfuggire ai propri problemi.

Si può riassumere in questo modo il campanello d’allarme suonato dall’Osservatorio epidemiologico del ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Da una parte emerge sempre più un rapporto disturbato fra adolescenti e cibo, dall’altro una sempre maggiore difficoltà nel seguire chi ha già una diagnosi di questi disturbi a causa della pandemia in corso.

I disturbi del comportamento alimentare sono profondamente complessi: c’è chi mangia e vomita, chi digiuna, chi trascorre ore ed ore facendo attività fisica o sui gruppi Internet che incitano alla magrezza.

Chi soffre di tali disturbi  formula pensieri e vive emozioni che non gli permettono di stare bene  e causano disagio nei rapporti interpersonali e nel contesto lavorativo e scolastico abbassando così la qualità di vita.

Non è il peso a determinare la gravità, ma una bassa autostima accompagnata dalla ricerca di perfezionismo che si cerca di raggiungere attraverso il controllo del cibo e del peso, sia che si parli di binge eating, anoressia, bulimia, ortoressia e altre variazioni del disturbo. 

Secondo il Ministero della Salute, in Italia, più di tre milioni di persone soffrono di questa problematica, ma si stima possano essere di più dal momento che circa il 40% non chiede aiuto o non riceve una diagnosi.

Il trattamento psicoterapeutico accompagnato nelle forme più gravi a quello farmacologico è il percorso di elezione con una stima dei pazienti guariti che arriva fino al 70%. Per far fronte alle restrizioni e ai limiti imposti dalla pandemia i professionisti sanitari hanno incrementato la terapia online, alternativa fondamentale che si è riscontrata valida ed equiparabile all’incontro vis a vis.  

Accanto alla psicoterapia è importante il ruolo delle associazioni e dei gruppi di pazienti.

«Un ottimo alleato al percorso terapeutico perché crea un filo diretto tra chi aiuta e chi chiede aiuto e affianca in maniera efficace le cure mediche» afferma la dott ssa Arianna Di Napoli psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale specializzata nel trattamento di pazienti con disturbi del comportamento alimentare .

«Da un anno collaboro con Imma Venturo, Operatrice sanitaria e coach del percorso »Saziare la bulimia» che consiglio alle pazienti che cercano un sostegno ulteriore». 



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