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La DAD mette a dura prova attenzione e concentrazione

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Pubblicato il: 15-12-2020

Seguire le lezioni attraverso lo schermo di un device elettronico mette a dura prova le capacità attentive e di concentrazione:il ruolo dell'alimentazione per un'attenzione più viva


La DAD mette a dura prova attenzione e concentrazione © iStock

Sanihelp.it - Davanti allo schermo di un device elettronico pronti ad apprendere: anche a fronte di una volontà ferrea nell’imparare, i cali di attenzione sono inevitabili.

Non lo dice solo l’esperienza comune, ma anche uno studio condotto da Barnes & Noble Education su 432 studenti americani dal quale è emerso che il 64% degli intervistati ha ammesso di avere difficoltà a mantenere alta la soglia di attenzione.  

Feedback negativi e disagi diffusi sono stati confermati anche dal nuovo report di Cognia, organizzazione non governativa che rappresenta 36mila istituzioni e 5 milioni di educatori negli Stati Uniti, che ha raccolto le risposte di più di 74mila tra studenti, genitori e professori di 23 paesi: da questa indagine è emerso che 8 studenti su 10 sostengono di avere una mole di lavoro più pesante con la didattica distanza rispetto a quella in presenza e che il 61% di loro si dimostra preoccupato di non essere pronto per il prossimo anno di scuola.

Non è tutto: il 71% di bambini e ragazzi si sente spesso solo e più di 4 genitori su 10 hanno notato una mancanza di routine sane nei loro figli, che potrebbero aiutare a ridurre l’ansia e a mantenerli più motivati e concentrati.

Tale dato, nello specifico, emerge da un approfondimento condotto sulle testate internazionali da Espresso Communication per Vitavigor, storico marchio dei grissini di Milano, coinvolgendo un panel di esperti del settore food.

Secondo gli esperti un aiuto può arrivare dall’alimentazione, ottima alleata per stimolare la concentrazione: avere delle buone abitudini alimentari può giovare sia al corpo sia alla mente.

Per questo è fondamentale imparare a dare il giusto valore al cibo, soprattutto agli spuntini, che, se consumati in maniera corretta, consentono di evitare i cali energetici che si possono verificare a metà mattina e metà pomeriggio.

Anche il dott. Harold Koplewicz, psichiatra infantile e dell’adolescenza fondatore del Child Mind Institute, in uno studio condotto su 46 ragazzi fra i 13 e i 17 anni pubblicato sulla testata americana Today ha concluso che: «Il COVID sta avendo delle ripercussioni sulla salute mentale di tutti i bambini e gli adolescenti: ciò non significa che tutti loro stiano sviluppando un disturbo di salute mentale, ma stanno sicuramente soffrendo di sintomi di ansia e depressione minori: sono preoccupati e incerti per il futuro, dormono meno, trascorrono più tempo davanti agli schermi, sono ansiosi, impulsivi e disattenti».

Risultati dello stesso tipo sono stati raccolti da un’indagine condotta in Italia e in Spagna, dove, di 1.143 genitori intervistati, l’86% ha notato nei propri figli dei cambiamenti dall’inizio della pandemia, fra i quali maggior difficoltà a concentrarsi, più ore passate online e a dormire e meno tempo dedicato all’attività fisica

E ancora la prof. Kate Lister, docente di studi educativi e responsabile della salute mentale presso la britannica Open University, una delle più grandi università pubbliche del Regno Unito specializzata nell’insegnamento a distanza, ha dichiarato al Guardian che in un recente studio in cui ha coinvolto 500 studenti è emerso che per il 62% di loro la maggior causa di stress è la valutazione a distanza. 

A tal proposito, anche i risultati di uno studio dell’Università Boulder in Colorado su 100 partecipanti parlano chiaro: la maggioranza (57%) si è mostrata fortemente d’accordo con l’affermazione che la didattica online abbia influito negativamente su apprendimento, motivazione, stress e voti.

Date le evidenti ripercussioni che questo momento storico sta avendo sugli studenti, sono sempre di più gli esperti che si mettono all’opera per sensibilizzare soprattutto i genitori a seguire una corretta alimentazione e sullo stretto legame che intercorre fra salute fisica e mentale. 

La dott.ssa Alice Parisi, biologa nutrizionista, pone l’accento sull’importanza di consumare merende a base di zuccheri semplici e grassi buoni, ma non esageratamente ricche, al fine di evitare la sensazione di appesantimento e sonnolenza. 

Anche la dott.ssa Valentina Schirò, biologa nutrizionista e specialista in Scienza dell’Alimentazione, ritiene che la merenda, se composta dagli alimenti giusti, possa fare la differenza nel combattere fiacchezza e deficit dell’attenzione: «Il libero accesso al frigorifero durante il giorno è una tentazione enorme a combattere con il cibo la noia causata dall’assenza d’interazioni. Per questo motivo, specialmente in questo periodo, è cruciale educare bambini e adolescenti sull’importanza di avere una corretta nutrizione, che tenga conto non solo dei pasti principali, ossia colazione, pranzo e cena, ma che dia il giusto peso anche agli spuntini, fondamentali per darci energia e ricaricarci durante la giornata. Esempi di spuntini prelibati e facili da preparare possono essere una macedonia, pane con marmellata o pomodoro, frutta secca e grissini».



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