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Testimonianze

Due tumori insieme per Violante Guidotti Bentivoglio

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Pubblicato il: 15-12-2020

La moglie dell'ex ministro Calenda si è trovata a combattere nel 2017 una duplice battaglia contro il cancro, al sangue e al seno. Che poi ha scelto di raccontare.


Due tumori insieme per Violante Guidotti Bentivoglio © iStock

Sanihelp.itViolante Guidotti Bentivoglio non è un personaggio famoso nel senso più comune della definizione: vive lontano dai riflettori, è manager della comunicazione finanziaria ed è nota per lo più come mogliw dell’ex ministro Carlo Calenda. Di lei si è cominciato a parlare proprio quando l’allora ministro scelse di abbandonare gli impegni pubblici per starle vicino nel momento della malattia.

Si, perché nel 2017 si è ammalata e non di una sola patologia: «Dopo tre mesi di mal di testa atroci, lividi, dolori alle ossa mi ricoverano d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma con una diagnosi di leucemia. I sintomi sono quelli da manuale della patologia, a cui io non avevo dato importanza. Gli esami eseguiti per inquadrare meglio la situazione, rivelano che c’è anche un tumore del seno» racconta in un’intervista  rilasciata a giugno 2020 a Io Donna. «Non possono intervenire subito, però, perché la chemioterapia impiegata per combattere la leucemia riduce drammaticamente le difese immunitarie. Ma ho la fortuna che quella chemio valga anche per la neoplasia al seno. Finito il ciclo, mi operano e seguo poi l’iter normale della cura, facendo la radioterapia. Per vincere la leucemia, che si riaffaccia, mi sottopongo poi al trapianto di midollo osseo».

Nell’intervista parla anche di un’altra fortuna: quella di aver avuto costantemente al suo fianco la famiglia che, in un certo senso, si è ammalata con lei. La madre, i figli, il marito, le amiche, le compagne di stanze: tutti hanno avuto un ruolo important,e perché spiega: «Il legame con gli altri diventa la forza, ti insegna che la rabbia che ti cova dentro non aiuta a guarire. Se non la incanali per combattere, per te e per gli altri. […]Avere accanto chi riesce a guardare a te per quello che tu eri e a trattati per quello che tu eri, è importantissimo».

Ed anche per questo ha scelto di entrare in Komen Italia, associazione nazionale di e per le donne operate di tumore al seno, e di raccontare pubblicamente la sua esperienza. «Ho sposato la loro battaglia per portare a tutte gli screening di prevenzione, ecografie e mammografie, e per sostenere le donne malate. L’ho fatto per restituire quanto ho ricevuto dagli altri» chiarisce. Se, infatti, per la leucemia non c’è prevenzione, per il cancro al seno. «Scoprire la patologia in fase precoce fa la differenza: aumenta le possibilità di guarigione, e permette di curarsi con terapie meno invasive. E siccome oggi il tumore al seno colpisce una donna su nove, questo è un messaggio importantissimo da far circolare». E ci mette la faccia e la sua storia perché« Chi si ammala di tumore ha  bisogno del sostegno di chi lo può capire. […] Se non ci sei passato, per immedesimarsi in questa situazione ci vuole una intelligenza straordinaria».



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