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Salute e tecnologia

Un robot in sala operatoria

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Pubblicato il: 22-12-2020


Un robot in sala operatoria © istock

Sanihelp.it - Il primo in Italia e tra i primi in Europa. Parliamo di un intervento eseguito dall’equipe dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’ Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara diretta dal professor Stefano Pelucchi eseguito utilizzando, per il posizionamento di un impianto cocleare, una nuova tecnica operatoria impiegata in ambito otochirurgico.

Si tratta del RoboticScope, un dispositivo digitale robotico 3D che unisce le caratteristiche del microscopio chirurgico a quelle della tecnologia robotica e consente di pilotare lo strumento di visione tridimensionale con i movimenti della testa del chirurgo. 

Un’innovazione che permette di ottimizzare la visione del campo operatorio anche in zone del corpo la cui corretta esposizione costringe, con le tecniche tradizionali, il chirurgo in posizioni faticose che per di più devono essere mantenute per molte ore.

I primi due dei sei interventi realizzati con questa tecnica sono stati eseguiti il 6 novembre su un uomo di 21 anni e una donna di 22 posizionando, con successo su entrambi, un impianto cocleare, una sorta di orecchio artificiale elettronico in grado di ripristinare la percezione uditiva nelle persone con sordità profonda, utilizzato quando gli apparecchi acustici non ottengono il risultato sperato.

Nei giorni successivi sono stati eseguite, sempre con lo stesso strumento, anche altre complesse procedure otochirurgiche ed un intervento per una neoplasia della parotide.

Per imparare l’uso dello strumento, nei giorni precedenti il primo intervento, i chirurghi hanno eseguito una prova di simulazione su modelli, formazione che è stata portata termine con successo.

Normalmente per questa tipologia di interventi viene utilizzato il microscopio operatorio, uno strumento ottico di ingrandimento non digitale che il chirurgo usa appoggiando direttamente gli occhi sugli oculari e spostandolo, durante l'intervento, più volte per ottenere il miglior allineamento tra la propria visuale ed il campo operatorio. 

Il RoboticScope unisce l’ingrandimento digitale alla visione del chirurgo, trasformandola in prospettiva 3D comandata dal professionista, con il solo movimento della testa. Questo consente di non interrompere mai la visione del campo operatorio e di non dovere assumere posizioni scomode per interventi che di norma sono abbastanza lunghi.

La doppia visione permette inoltre, anche a chi aiuta e sta imparando, di avere la stessa visione 3D dell'operatore con un notevole miglioramento della curva di apprendimento.

Non sono da meno i vantaggi per le persone sottoposte a questi tipi di interventi con l’ausilio del RoboticScope che, grazie alla metodica, possono beneficiare di una procedura chirurgica ancora più precisa.

«Anche in questo periodo complicato» mette in evidenza il professor Stefano Pelucchi «siamo riusciti ad eseguire interventi complessi volti alla riabilitazione uditiva di giovani pazienti anacusici».

«Oltre agli interventi effettuati utilizzando questa nuova tecnica, anche durante i mesi di forte pressione dovuta all’emergenza sanitaria abbiamo posizionato diversi impianti cocleari in pazienti pediatrici e adulti, riuscendo ad eseguire lo stesso numero di interventi del 2019» conclude l’esperto.



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