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Salute e animali

Dermatofitosi: una zoonosi cui prestare attenzione

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Pubblicato il: 29-12-2020

La dermatofitosi è una malattia cutanea contagiosa, che può interessare anche l'uomo


Dermatofitosi: una zoonosi cui prestare attenzione © iStock

Sanihelp.it - Chiamata volgarmente tigna, la dermatofitosi è causata da funghi cheratinofili, i dermatofiti. 

I dermatofiti più frequentemente responsabili sono: Microsporum canis, Microsporum gypseum e Trichophyton mentagrophytes.

Sul mantello dell’animale si osservano aree alopeciche più o meno rotondeggianti, con interessamento delle unghie (onicomicosi) che appaiono sfaldate, fragili e deformate, croste e pustole soprattutto a livello del muso.

I cuccioli, i gattini, i cani anziani e ammalati sono i soggetti più a rischio. Tra i gatti, sono più colpiti quelli a pelo lungo. Anche le cagne e le gatte incinte o che allattano possono essere contaminate, col rischio di trasmettere l’infezione alla prole, e in questo caso bisogna tener conto del fatto che diversi farmaci antimicotici sono controindicati in gravidanza e allattamento.

Un primo passo per la diagnosi di dermatofitosi nel cane e nel gatto è l’impiego della lampada di Wood, che in presenza di alcuni ceppi di M. canis dà una classica fluorescenza color verde mela. Oltre a ciò, che non è sufficiente per formulare una diagnosi, si eseguono l’esame tricoscopico per evidenziare gli elementi fungini distribuiti intorno al fusto pilifero con il microscopio ottico e, qualora i primi due esami risultassero positivi, si procede con l’esame colturale micologico.

La terapia con pomate antimicotiche o con spugnature è facilmente applicabile nel cane, ma spesso inaccettabile per un gatto. 

Nel cane è possibile utilizzare soluzioni e shampoo a base di azoli (farmaci antifungini) di solito una volta alla settimana. La shampoo terapia può consentire di allontanare velocemente i peli infetti e applicare localmente il farmaco antimicotico. 

Un altro accorgimento è la tosatura, per eliminare peli infetti e spore sul paziente, soprattutto negli animali a pelo lungo. 

La terapia sistemica è a base di itraconazolo per il gatto e ketoconazolo per il cane. Altre molecole utilizzate sono fluconazolo e griseofulvina. La durata della terapia sistemica, come quella topica, varia secondo il grado d’infestazione.

È sempre importante ricordare che anche il trattamento ambientale deve essere eseguito, trattando con candeggina diluita in acqua le superfici lavabili e gli oggetti di toelettatura dell’animale, come spazzole, pettini e accessori vari.

I proprietari di animali con dermatofitosi devono essere avvisati della potenziale contagiosità della malattia e se già infestati devono essere indirizzati al dermatologo per la terapia. 



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Veterinaria.scivac.org

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