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Tumori: prevenzione e terapie

Tumori: poche infezioni da Covid 19 nei pazienti oncologici

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Pubblicato il: 05-01-2021

Una ricerca afferma che, tra i pazienti che sono sottoposti a trattamento antitumorale, pochi hanno contratto l'infezione virale


Tumori: poche infezioni da Covid 19 nei pazienti oncologici © iStock

Sanihelp.it - La rivista Jama Oncology ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta da Cipomo, il Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri, in 118 strutture italiane di Oncologia medica per capire in che misura i pazienti oncologici siano stati colpiti da Covid 19. 

«I risultati sono rassicuranti», spiega il Cipomo «il tasso di infezione è rimasto al di sotto dell'1% anche nelle aree geografiche più pesantemente coinvolte dalla pandemia durante la prima fase dell'emergenza».

Queste percentuali vanno tuttavia considerate con prudenza, in quanto non si è trattato di uno studio di screening e, di conseguenza, non c’è stato modo di identificare eventuali soggetti contagiati ma asintomatici e senza un contatto noto con un caso positivo.

L'età media dei pazienti infettati dal coronavirus è stata di 68 anni (28-89) anni, la maggior parte erano sintomatici e ben il 77% ha avuto necessità di ricovero in ospedale. 

Tra le persone affette da Covid 19 la maggior parte era affetta da tumore polmonare e la chemioterapia era il trattamento antitumorale più frequente.

Carlo Aschele, coordinatore dello studio e primo autore della pubblicazione, afferma che è attualmente in corso di valutazione l'impatto dei diversi tipi di tumore e dei diversi tipi di trattamento sull'incidenza di infezione da Sars-CoV2, per valutare se un determinato tipo di tumore o di trattamento antitumorale si associano a un maggior rischio di infezione, o all’esito della infezione stessa. 

«Per noi oncologi e per i nostri pazienti - commentano Aschele e Livio Blasi, presidente Cipomo e co-autore del lavoro - la bassa probabilità di infezione da Sars-CoV-2 che abbiamo osservato tra i soggetti trattati presso i Day hospital oncologici in Italia (minore dell'1%) supporta l'importanza di continuare la maggior parte dei trattamenti oncologici in quanto i benefici ottenibili sopravanzano il rischio di infezione, suggerendo di non posticipare routinariamente i trattamenti antitumorali anche durante le attuali fasi di persistente circolazione del virus».



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Adnkronos Salute

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