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Il covid può peggiorare i disturbi mentali: ecco perché

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Pubblicato il: 13-01-2021


Il covid può peggiorare i disturbi mentali: ecco perché © iStock

Sanihelp.it - Un gruppo di ricercatori guidati da Luca Steardo dell'Università Sapienza di Roma e Giustino Fortunato di Benevento hanno pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry uno studio relativo alla neuroinfiammazione che può essere innescata da un’infezione da Covid-19.

ll virus SarsCov2, in alcune persone, è in grado di scompaginare le connessioni nervose provocando degenerazione neuronale, causando perciò  la comparsa o il peggioramento di malattie mentali, come depressione, psicosi, disturbo bipolare, disturbi cognitivi, disturbo ossessivo-compulsivo, post-traumatico da stress, epilessia. 

I disturbi mentali, in persone predisposte, non solo possono peggiorare o comparire come conseguenza dell’infezione, ma possono svilupparsi o peggiorare anche a causa delle condizioni di stress indotto dalle particolari condizioni di vita e dalla paura di infettarsi.

La comparsa o il peggioramento dei disturbi mentali si possono riscontrare anche in quelle persone che non hanno avuto gravi sintomi di Covid-19: «ma che mostrano una particolare risposta immunitaria individuale, sulla base di fattori genetici ed epigenetici - spiega Steardo - che induce processi neuroinfiammatori, capaci nel tempo di scompaginare le connessioni nervose e far degenerare i neuroni, disordinando l'organizzazione di alcune aree del sistema nervoso centrale».

Questi effetti a livello del sistema nervoso non sono tuttavia, una peculiarità dell’infezione da Coronavirus. «Bisogna ricordare che pandemie del passato, come la Spagnola, ma anche le più recenti e meno gravi epidemie di Mers e Sars 1, sono state caratterizzate dall'insorgenza a distanza di una vasta gamma di disturbi neuropsichiatrici in seguito all'infezione - conclude Steardo - Per questo suggeriamo una più attenta osservazione circa la comparsa di possibili alterazioni comportamentali in soggetti con storia di contagio, e, se necessario, la possibilità di allestire specifici registri in futuro».



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Università La Sapienza Roma

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