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Il lavoro in corsia? È per sempre

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Pubblicato il: 11-01-2021


Il lavoro in corsia? È per sempre © iStock

Sanihelp.it - Affrontare la pandemia di Covid-19 in prima linea, come hanno fatto i lavoratori della sanità, è stato duro, durissimo. Ma, nonostante questa esperienza, la stragrande maggioranza di loro sceglierebbe ancora la professione di medico, infermiere, radiologo, ostetrica e operatore socio-sanitario. È quanto emerge dal sondaggio realizzato dalla sezione milanese del sindacato FIALS, che raccoglie appunto i lavoratori della sanità.

«A fine dicembre abbiamo diffuso sui social e via mail l'invito a rispondere a un breve questionario sul lavoro e la vita durante i mesi della pandemia, con lo scopo di capire meglio e di più cosa hanno vissuto i lavoratori della sanità e come affrontare nel migliore dei modi i prossimi mesi – spiega Mimma Sternativo, segretario generale di FIALS Milano Area Metropolitana -. Il risultato è un quadro che ha certamente delle tinte fosche, ma anche qualche luce».

A proposito di luci, quella più forte è sicuramente l'amore per il proprio lavoro, un amore più grande delle difficoltà e fatiche portate dalla pandemia. «Alla domanda Dopo aver vissuto in prima linea l'emergenza Covid-19 sceglieresti ancora questa professione? il 76,8% ha detto di sì, contro il 12,3% di no», sottolinea Sternativo. E, anche se l'esperienza ha comportato un forte stress, il 52% ha risposto «sì»alla domanda Pensi che questa Pandemia ti abbia reso un professionista migliore?.

Nella vita privata le difficoltà più grandi

Da un punto di vista professionale, quindi, l'esperienza non è stata completamente negativa, tutt'altro, a fronte però di un alto prezzo pagato nell'ambito della vita privata. Infatti, per il 76,1% la situazione di emergenza ha inciso sui rapporti personali/familiari, portando soprattutto il timore di contagiare i propri cari, tante difficoltà di organizzazione nella vita quotidiana e un grande senso di solitudine. Le risposte più gettonate alla domanda Pensando al tuo lavoro in questi mesi, quali tra queste parole rispecchiano il tuo stato emotivo più frequente? Sono infatti state »paura» (33,3%), »rabbia» (32,6%), »senso di abbandono» (26,1 %) e »angoscia» (23,9 %). Anche qui, però, il quadro non è univoco.  Tra le risposte multiple scelte, infatti, compaiono anche »empatia» (23,2 %), »orgoglio» (20,3 %), »soddisfazione» (11 %), »scoperta» (11 %) e »fiducia» (11 %). «Per questo parliamo di resilienza – dice ancora Sternativo - perché i lavoratori del mondo della sanità hanno dimostrato, anche in una situazione di estrema difficoltà, di continuare a cogliere gli aspetti più belli della professione».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
FIALS Milano Area Metropolitana

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