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Ortopedia infantile

Scoliosi e piede piatto, problemi comuni tra i bambini

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Pubblicato il: 19-01-2021

Lo screening ortopedico è fondamentale per tenere sotto controllo le patologie del sistema scheletrico più comuni in età pediatrica.


Scoliosi e piede piatto, problemi comuni tra i bambini © istock

Sanihelp.it - La scoliosi è la deformità più comune della schiena, una patologia che insieme al ginocchio valgo, le cosiddette ginocchia ad X, e al piede piatto rappresentano le principali e più comuni deformazioni del sistema scheletrico che possono insorgere nei bambini e ragazzi in età pediatrica e pre-adolescenziale.

Nell’età adolescenziale la scoliosi colpisce 2 ragazzi su 100 fra i 12 e i 16 anni, mentre in quella infantile si dimostra più raramente; può presentarsi sotto l’anno di vita e rappresenta infatti solo l’1-2% di tutti i casi accertati. In tutti i casi se viene curata adeguatamente solo due bambini su mille rischiano conseguenze gravi.

Ma come prevenire e curare le patologie scheletriche così da evitare che si arrivi a interventi invasivi come il busto per la scoliosi o l’intervento chirurgico correttivo delle ginocchia?

Secondo la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia un adeguato programma fisioterapico, successivo ad uno scrupoloso e tempestivo screening ortopedico, è fondamentale in età infantile e adolescenziale per scongiurare l’aggravarsi di queste patologie e il ricorso a strumenti invasivi.

«La fisioterapia non è una risorsa solo per gli adulti» spiega il professor Francesco Falez, presidente SIOT. «Al contrario, la terapia della riabilitazione nei bambini e negli adolescenti è diffusa ed importante come nell’età adulta e può spesso riguardare problematiche neurologiche congenite, comportamentali e disturbi motori di vario genere come conseguenza di patologie neonatali o perinatali».

«Di fronte a patologie infantili e peri-adolescenziali quali la scoliosi, il ginocchio valgo ed il piede piatto in fase iniziale» continua Falez «è fondamentale uno screening ortopedico che delinei poi un programma fisioterapico adeguato, che nelle mani di un terapista della riabilitazione competente può rappresentare un validissimo strumento per migliorare queste condizioni del bambino prima che possano peggiorare».

La scoliosi è una condizione che fa curvare la colonna vertebrale. Ne esistono diversi tipi che colpiscono bambini e adolescenti, ma nella maggior parte dei casi è di carattere è idiopatica cioè senza una causa nota.La maggior parte dei casi di scoliosi idiopatica si verifica tra i 10 anni e il momento in cui si completa l’accrescimento.

È una condizione raramente dolorosa e le piccole curve spesso passano inosservate ai bambini e ai loro genitori e vengono rilevate per la prima volta durante uno screening scolastico o durante un controllo regolare con il pediatra. In molti casi le curve della scoliosi sono modeste e non richiedono trattamento, ma nella fase di crescita potrebbero peggiorare e costringere a portare a un busto correttivo.

«E’ questo il momento giusto per impostare un programma fisioterapico» continua il professor Falez «che comprenda una serie di esercizi di ginnastica posturale con varie metodiche e un impegno costante. Nonostante il percorso riabilitativo che accompagna la scoliosi in un bambino sia spesso lungo e impegnativo, accompagnato da controlli periodici dello specialista ortopedico, rappresenta il metodo più efficace per migliorare la patologia senza arrivare all’uso del busto, certamente più invasivo e spesso mal accettato dai bambini».

Il ginocchio valgo, cioè le gambe ad X, è una deviazione angolare delle gambe che nel 98% dei casi si autocorregge entro il settimo anno di vita.Tuttavia il fattore genetico può influenzare sfavorevolmente l'evoluzione naturale di questa deformità. La familiarità è un elemento importante da valutare anche nel caso del piede piatto, patologia spesso associata al ginocchio valgo, che può avere un’origine congenita.

Anche in questo caso, prima che tali deformità diventino troppo accentuate da richiedere, con la crescita, interventi più importanti come l’utilizzo di plantari, o addirittura interventi chirurgici, peraltro risolutivi nei casi più gravi, occorre affidarsi ad un programma fisioterapico.

«Anche per queste patologie» conclude Falez «dopo un screening dello specialista ortopedico e una diagnosi puntuale, è necessario accedere ad un programma riabilitativo che comprende sia esercizi di stretching, sia di natura propriocettiva che possono aiutare durante la crescita del bambino a migliorare la forma delle ginocchia e del piede».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia

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