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Il caffè è una sana abitudine

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Pubblicato il: 19-01-2021

Una tazzina di caffè, preparata secondo la migliore tradizione italiana, può occupare un posto d'onore all'interno di una dieta sana ed equilibrata.


Il caffè è una sana abitudine © iStock

Sanihelp.it - Una ricerca condotta dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) e pubblicata sulla rivista scientifica internazionale The Journal of Nutrition fa entrare il caffè, di diritto, all'interno della Dieta Mediterranea.

Lo studio è stato condotto su 20.487 partecipanti al Progetto Moli-sani, il grande studio epidemiologico che, a partire dal 2005, segue 25mila cittadini della regione Molise.

I ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed sulla scorta delle loro osservazioni hanno rilevato  come il consumo abituale di caffè sia correlato con un minore rischio di morte, con particolare evidenza per le patologie cardiovascolari.

«Alcuni studi avevano suggerito in passato che il consumo di caffè potesse avere effetti benefici sulla salute. Con questa ricerca siamo ora in grado di confermare, in un ampio campione rappresentativo della popolazione italiana, che questa popolare bevanda, consumata con moderazione e regolarità, porta a una riduzione di rischio sia per la mortalità per qualsiasi causa sia, specificamente, per le patologie cardiovascolari. Come spesso avviene quando parliamo di alimentazione, la moderazione è la chiave. Abbiamo infatti osservato che la maggiore riduzione del rischio di morte, rispetto a chi non beve caffè o lo beve raramente, avviene per un consumo di 3-4 tazzine al giorno» commenta Emilia Ruggiero, nutrizionista, prima autrice dello studio.

I benefici ascrivibili al moderato consumo di caffè a cosa potrebbero essere dovuti?

Non ci sono certezze, ma indizi concreti: chi consuma abitualmente caffè ha livelli inferiori, rispetto alla popolazione generale, di NT-proBNP  un frammento proteico normalmente prodotto dalle cellule cardiache.

Livelli ematici elevati di tale frammento  si correlano con un maggiore rischio di patologie cardiovascolari.

«Quasi tutti gli studi eseguiti negli anni passati - conclude Licia Iacoviello, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione di Neuromed e professore ordinario di Igiene e Sanità Pubblica all’Università dell’Insubria nella sede di Varese - sono stati effettuati su popolazioni che consumano il caffè ‘filtrato’, molto differente da quello espresso italiano preparato con la moka o con la macchina del bar. Quella appena pubblicata, invece, è la prima ricerca in cui gli effetti benefici del caffè sono stati valutati su una popolazione mediterranea, come quella del Molise, che prepara questa bevanda secondo la tradizione italiana. Probabilmente è venuto il momento di inserire il caffè all’italiana, con piena dignità, nell’ambito della Dieta Mediterranea».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Neuromed

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