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Ai tempi del Covid

Gioco d'azzardo, cosa è successo con la pandemia?

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Pubblicato il: 03-02-2021


Gioco d'azzardo, cosa è successo con la pandemia? © istock

Sanihelp.it - Le restrizioni della pandemia hanno avuto dei riflessi anche sul gioco d’azzardo che è diminuito notevolmente durante il lockdown per subire poi un’impennata dopo l’allentamento delle norme.

A crescere di quasi un’ora dopo il lockdown è stato soprattutto il gioco on-line mentre è proprio durante la clausura forzata che qualcuno ha cominciato a scommettere, ovviamente via web.

Sono i dati di uno studio condotto dall’ISS in collaborazione con l’Istituto Mario Negri, l’Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la rete Oncologica (ISPRO), l’Università degli studi di Pavia e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano sull’abitudine al gioco degli italiani.

Lo studio ha interessato un campione della popolazione italiana di età compresa tra 18 e 74 anni e ha raccolto dati riguardanti il periodo di lockdown confrontati con le abitudini precedenti la pandemia e con una successiva fase di restrizioni parziali, nel mese di dicembre.

Il primo dato interessante riguarda il fatto che la pratica del gioco d’azzardo dal 16,3% del periodo prepandemico è scesa durante il periodo di lockdown al 9,7% per poi risalire al 18% nel periodo di restrizioni parziali.

Il gioco d'azzardo nelle sale gioco e nelle tabaccherie è diminuito dal 9,9% del periodo precedente la pandemia al 2,4% del periodo di lockdown, per poi risalire al 8% nel periodo di restrizioni parziali. Il gioco on line invece è passato dal 10,0% del periodo precedente la pandemia all'8,0% nel lockdown per salire al 13% nel periodo di restrizioni parziali.

Durante il lockdown tra i giocatori il tempo medio dedicato al gioco è aumentato di quasi un’ora. Inoltre l'1,1% di coloro che hanno dichiarato di non aver giocato prima della pandemia ha dichiarato di aver iniziato a giocare proprio nel periodo di totale restrizione.

Il 19,7% di coloro che già giocavano ha incrementato l’attività totale di gioco mentre era costretto a casa e questo è accaduto più frequentemente ai giovani, ai fumatori, ai consumatori di cannabis e a coloro che avevano un consumo rischioso di alcolici. Anche l'uso di psicofarmaci, la bassa qualità della vita, la scarsa quantità di sonno, la depressione e l'ansia risultano significativamente correlati ad un aumento dell'attività di gioco durante il lockdown.

«Con l’allentamento delle restrizioni» afferma Roberta Pacifici, direttore del Centro nazionale Dipendenze e Doping «si è assistito ad un nuovo incremento della popolazione che pratica gioco d’azzardo, fino a superare, nel caso dei giocatori d’azzardo on line, la percentuale precedente la pandemia».

«La forte relazione trovata tra situazioni di disagio emotivo e comportamenti di dipendenza richiede politiche urgenti per impedire che le popolazioni vulnerabili aumentino e sviluppino una grave dipendenza dal gioco» conclude l’esperta.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ISS

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