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In difesa dei minori

La giornata contro bullismo e cyberbullismo

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Pubblicato il: 09-02-2021

I dati sono preoccupanti e parlano di un 61% dei ragazzi che è stato vittima e del 93% che dichiara di sentirsi solo.


La giornata contro bullismo e cyberbullismo © istock

Sanihelp.it - E’ appena stata celebrata, il 7 di febbraio, la Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo mentre il 9 di febbraio cade il Safer internet day, la giornata della sicurezza in rete indetta dalla commissione europea.

In queste due importanti occasioni Terre des Hommes Italia ha diffuso i dati di un’indagine svolta insieme a ScuolaZoo su 6 mila adolescenti tra i 13 e i 23 anni dai quali emerge una realtà preoccupante: il 61% dei ragazzi afferma infatti di essere stato vittima di bullismo e il 68% di aver assistito ad episodi di bullismo e cyberbullismo.

Il 42,23% tra ragazze e ragazzi esprime sofferenza per episodi di violenza che ha dovuto subire da parte di coetanei e in particolare il 44,57% delle ragazze segnala un forte disagio provato nel ricevere commenti non graditi a sfondo sessuale online.

Guardando l’altro lato della medaglia si scopre che l’8,02% delle ragazze ammette di aver compiuto atti di bullismo o cyberbullismo, percentuale che cresce fino al 14,76% nei maschi.

In ogni caso 6 ragazzi su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online. Sono le ragazze ad avere più paura, in particolare sui social e sulle app per incontri come conferma il 61,63% di loro.

I rischi maggiori che temono? Sia i ragazzi che le ragazze al 66,34% mettono al primo posto il cyberbullismo. A seguire per i ragazzi spaventa di più la perdita della propria privacy per il 49,32%, il revenge porn per il 41,63%, il rischio di adescamento da parte di malintenzionati per il 39,20% e di molestie online per il 33,78%.

Per le ragazze in tema di cyberbullismo la paura maggiore è per il 52,16% quella del revenge porn, insieme al rischio di subire molestie online per il 51,24%, l’adescamento da parte di malintenzionati per i 49, 03% e la perdita della privacy per il 44,73%.

In tema di revenge porn un adolescente su tre conferma di aver visto circolare sul web foto intime sia personali che di un amico o amica. Quasi tutte le ragazze però, il 95,17%, riconoscono di aver visto circolare le loro foto senza averne dato il consenso, sia online che su cellulari altrui. La percentuale scende leggermente all’89,76% per i ragazzi.

Sia pur minoritari resistono vecchi pregiudizi duri a morire: il 15,21% dei ragazzi considera come una ragazza facile quella che decide di condividere con il partner o la partner foto o video a sfondo sessuale. Se ci si sposta nel mondo femminile questo risulta vero solo per l’8,39% delle intervistate.

La pandemia e le conseguenti restrizioni hanno esasperato la situazione: il 93% degli adolescenti ha affermato si sentirsi solo, il 10% in più rispetto ai dati precedenti. Il dato diventa ancora più significativo tenendo conto del fatto che la percentuale di chi dichiara di provare solitudine molto spesso è passata dal 33% al 48%.

Un’emergenza che merita interventi rapidi e mirati da parte della scuola e delle istituzioni soprattutto dal momento che la solitudine spinge a un pesante ripiegamento dei ragazzi sui social con tutto quello che questo può comportare.



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