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Tumori: prevenzione e terapie

Malattia di Crohn e tumori intestinali: c'è un legame?

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Pubblicato il: 16-02-2021

Sono molti i pazienti che soffrono di malattia di Crohn, una malattia infiammatoria intestinale, e si parla di un rischio più elevato di sviluppare un tumore del colon-retto


Malattia di Crohn e tumori intestinali: c'è un legame? © iStock

Sanihelp.it - La malattia di Crohn è un’infiammazione cronica intestinale, le cui cause non sono ancora oggi ben conosciute. Si tratta probabilmente di un insieme di fattori, tra i quali la predisposizione genetica, i fattori ambientali, il fumo, l’ambiente, le alterazioni della flora batterica intestinale.

Questa infiammazione può colpire tutto il tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano, ma di solito riguarda l’ultima parte dell’intestino tenue.

La terapia è basata su vari tipi di farmaci, dagli antinfiammatori intestinali come la mesalazina agli immunosoppressori, dai corticosteroidi ai farmaci biologici.

Non c’è un’età preferenziale, i pazienti possono essere giovani o anziani.

Una revisione pubblicata sulla rivista Cancers, che ha coinvolto un team multidisciplinare italiano, ha approfondito l’aspetto diagnostico e terapeutico, sia per quanto riguarda i farmaci che eventuali interventi chirurgici.

Si è appurato che il rischio di insorgenza di tumori gastrointestinali è più elevato rispetto al resto della popolazione.

Lo scopo della revisione è di tracciare una panoramica per un adeguato percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti affetti da malattia di Crohn dopo l’insorgenza di un tumore gastrointestinale.

trattamenti sia chirurgici che oncologici non sono sempre gli stessi di quelli della popolazione generale, in quanto bisogna tener conto dell’infiammazione, e la sovrapposizione della malattia neoplastica potrebbe portare a una modulazione della terapia seguita per il morbo di Crohn, in particolare per quanto riguarda i farmaci immunosoppressori.

Infatti, le terapie immunosoppressive non sono raccomandate nei pazienti con cancro in corso e in genere si richiede un intervallo libero da malattia da 2 a 5 anni prima di iniziare queste terapie in sicurezza dopo una diagnosi di cancro. Questo rende la gestione della malattia di Crohn particolarmente impegnativa nei pazienti che ricevono una diagnosi di cancro.

In conclusione, i ricercatori affermano che la diagnosi e il trattamento dei tumori gastrointestinali nei pazienti Crohn rappresentano ancora una sfida rilevante. 

Per ottenere buoni risultati sarà necessario personalizzare la terapiavalutare attentamente i fattori di rischio e monitorare i risultati nel tempo.



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